Il 15 maggio, dinanzi ad una platea di circa 300 persone tra studenti, detenuti e società civile si è svolta la III Edizione del concerto “Chi sbanda non sbanda” nella sala polivalente del Penitenziario di Rossano. L’Orchestra Musicale “Ragone” di Laureana di Borrello, per la terza volta, ha voluto offrire ai detenuti e agli astanti un saggio artistico musicale per trasmettere un messaggio positivo e di legalità.

L’entusiasmo che si coglieva a piene mani dai ragazzini dell’orchestra (alcuni di 8 e 10 anni) è stato raccontato dal Sindaco di Laureana che è intervenuto personalmente alla manifestazione il quale ha confermato che il viaggio è stato lungo ma che non si sono scoraggiati, né lui ne i componenti della “banda”,  perché viaggiare è conoscere e viaggiare per incontrare persone che in un determinato momento della propria vita hanno sbagliato, significa viaggiare per conoscere  Dio.
Il Presidente dell’associazione Rag. Franco Fruci, anch’egli presente, ha illustrato come l’esperienza di cinque anni di orchestra sia stata trasfusa in un libro che la raccoglie e al cui interno, in una sezione appositamente dedicata, è stata pubblicata la lettera che i detenuti, in occasione di una delle passate edizioni, hanno inviato come ringraziamento ai giovani musicanti. La lettera è stata riletta nella sala con grande commozione da parte degli stessi partecipanti,  testimoniando come, dopo ogni visita in carcere, si esce più ricchi di umanità.
Peraltro, una copia del libro è stata donata a ciascuno dei detenuti presenti e altre sono state lasciate per la biblioteca del penitenziario.
Mi piace commentare questa iniziativa con una frase di Gianni Rodari “Il lavoro scientifico e quello artistico hanno entrambe come caratteristica essenziale, quello di progettare, dare senso e trasformare la realtà, e ridurre cioè oggetti e fatti a significati sociali”. Da questa convinzione nasce la vocazione principale del sottoscritto che, quale Direttore di un penitenziario importante come quello di Rossano, intende aiutare i detenuti intrappolati nel vortice dell’illegalità a risollevarsi e a prepararsi per un futuro in cui, terminata la detenzione, possano vivere una libertà piena che consenta loro di non ricadere nella trappola.
Il carcere è una realtà complessa: le cose facili diventano difficili; quelle difficili impossibili! Ma quelle impossibili possono farsi realtà solo con la forza del sogno e questa è una delle tante scommesse che ci siamo posti come obiettivo e abbiamo vinto con un gioco di squadra in cui tutti gli operatori istituzionali hanno giocato il proprio ruolo con competenza e professionalità proprio nel giorno in cui si è festeggiata la Festa del Corpo di Polizia Penitenziaria a Roma.