Terminata la lettura del comunicato del PD rossanese, a firma di un fantomatico coordinamento, il sottoscritto non riusciva a credere ai propri occhi! Non si declamava un simile autoelogio dai tempi di Aristide (II sec. d.C.) il quale, peraltro, sosteneva l’esaltazione di se stessi come lecita ed auspicabile se proclamata da persona eccellente e consapevolmente meritevole. Il comunicato appare come una fantasiosa quanto mistificante autocelebrazione della quale non è dato cogliere le ragioni.

Seppur tecnicamente corrisponde al vero che il PD abbia ottenuto il 31% dei consensi sì da indurre taluno ad autoproclamarsi primo partito, un’analisi più accurata e cosciente del voto avrebbe certamente indotto il suddetto taluno quantomeno a moderare i termini dell’esaltazione indigena se non addirittura al silenzio. In realtà è appena il caso di sottolineare come detta percentuale (31%) dovrebbe intanto essere commisurata al dato locale dei votanti (40%), di infima misura considerando che alle precedenti europee (2009) l’affluenza alle urne cittadine si attestava intorno al 64%: ciò che dimostrerebbe un calo rilevante (20%) dell’interesse dell’elettore. Di poi, non trascurabile appare il dato dei consensi ottenuti dall’area “ex PDL”: invero, sommando i voti delle liste ascrivibili a FI, NCD e Fratelli D’Italia se ne trae un pacchetto pari a 4224 consensi il che dimostra che il risultato del PD è certamente dovuto a demeriti altrui piuttosto che a meriti propri, fatta salva l’italica seduzione renziana. Ma si sa, la politica vive di percentuali relative senza tener conto, sbagliando, del primo partito in assoluto: l’astensione.

Peraltro lo stesso dato del M5S, con il 24,2% dei consensi, dovrebbe almeno preoccupare i partiti (cosiddetti) tradizionali giacchè sintomo di grossi mal di pancia dell’elettorato votante. Tutto ciò, unitamente al dato dell’astensionismo (pure sintomo di disgusto pre-elettorale), in un Paese “normale” costituirebbe una miscela potenzialmente esplosiva, indice di conclamato allontanamento dei cittadini dalla politica e dalle istituzioni.

Dunque, trattandosi di elezioni europee, non si comprende la gioiosità del comunicato né  l’attinenza di siffatta elezione con i bisogni di questo territorio e, più in generale, con le problematiche calabre. In effetti, a prescindere da quale deretano scaldi ora i seggi del parlamento europeo, i più gravi guai di questa terra sono stati causati e sono dovuti all’incompetenza amministrativa ed all’incapacità di spesa dei fondi europei, da anni disponibili, oltre che all’inettitudine progettuale dei nostri politicanti, pur puntualmente premiati ad ogni appuntamento elettorale.

Parimenti, incomprensibile appare l’accostamento dei pretesi risultati locali del PD al vecchiume programmatico insito nel comunicato. Si ciancia infatti del “salto di sviluppo e legalità” al quale Rossano e la piana di Sibari da tempo sarebbero pronte; si quisquilia di “partire da quello che abbiamo” quale “claim” (richiesta) convenuta con taluni parlamentari in campagna elettorale. Al riguardo v’è da chiedersi da quale pianeta i redattori del comunicato coordinano il PD locale giacchè non si sono accorti che queste comunità non hanno più nulla (se non la vaga speranza di riottenere qualcosa) dato lo sciacallaggio perpetrato proprio da coloro i quali avevano il sacrosanto dovere di proteggere il territorio, rappresentanti e parlamentari del PD in primis.

V’è da chiedersi, quale opposizione il PD ha posto in essere allorquando taluni rapinatori  hanno sottratto ben due ospedali a questo territorio, chiudendo reparti ospedalieri ai presidi rimasti e spostandone illogicamente altri col pericoloso risultato di far diventare la sanità locale da quarto mondo. V’è da chiedersi dov’era il PD all’epoca del furto del Tribunale e, soprattutto, quale opposizione il PD ha rivolto all’amministrazione di questa Città. Ed ancora, visto che, a dire del “coordinamento” PD marziano, “da qualche mese  abbiamo un centrosinistra al governo che fa, cambia, agisce e interviene senza troppi timori reverenziali”, dov’è l’agognato decreto correttivo che impone la riapertura del (ex) Tribunale di Rossano così come elettoralmente auspicata da tutti i parlamentari PD (e non solo) ivi compreso il Ministro Orlando (PD)? 

Avv. Sandro Sapia