Raccontare ciò che è successo ad un’azienda del territorio rossanese ci sembra  necessario non tanto per puro pettegolezzo o per raccogliere inutili pietismi, ma far rendere conto a chi legge che i giovani o meno giovani imprenditori  di questa zona, se pensano di vivere in un libero arbitrio guidato da solo leggi, beh si sbagliano. Oggi la nostra economia è gestita da lobby o caste di poche persone che in barba ad uno sviluppo economico giusto ed equo fanno il bello e brutto tempo coadiuvati da dirigenti e politici del luogo. Di quanto detto me ne assumo la piena responsabilità, ma adesso leggete e siate attenti critici.

L’anno 2000 in c.dra Zolafara veniva realizzato, ad opera di tre giovani calabresi, il primo impianto di allevamento off-shore di spigole ed orate di tutta la Calabria. Oggi, a distanza di 14 anni quei giovani, divenuti adulti, si sono trovati a sospendere l’esercizio. Ma La sospensione momentanea,  non è nata per  un problema di ordine commerciale o economico, ma principalmente per questioni  burocratiche. Fino a al 1998 la competenza del demanio marittimo era affidata alle varie capitanerie di porto, con la legge Bassanini, dal 1998 in poi, tutte le relative competenze sul demanio marittimo sono passate dalle capitanerie di porto alla regione e poi ai comuni. Dal quel momento in poi, mentre prima con gli enti extra territoriali vi era possibilità di dialogo e predisposizione a risolvere vari problemi, con il nostro comune (comune in cui io vivo da oltre 43 anni e al quale ho dato sempre il mio contributo da cittadino attento) quel rapporto idilliaco si è interrotto bruscamente. Per oltre quattordici anni (dal 2000 al 2014) il sottoscritto ha chiesto al comune il rilascio annuale di un’autorizzazione sul demanio marittimo in c.dra Zolfara  al fine di lavorare nel pieno rispetto della legge. Per oltre 14 anni il nostro comune ha dissentito tali richieste. Nel 2009 –sotto la giunta di sinistra- veniva, finalmente adottato il piano spiaggia . Si bandirono i lotti ed ogni interessato partecipò alla domanda. Come gli altri anche lo scrivente partecipò alla gara e aggiudicandosi il lotto n.61 sito in c.dra Zolfara, produsse vari documenti e progetti per realizzare una struttura al fine di migliorare le proprie condizioni lavorative. Nel 2011 (dopo due anni, un po’ i capelli bianchi in più ed un mercato che  nel frattempo era mutato 18 mesi fa) ottenemmo comunicazione dal nostro comune che sarebbe stata rilasciata concessione demaniale previo versamento su modello f23 (come in allegato). Così fu fatto. Ma dopo 7 mesi dal marzo 2012 a settembre dello stesso anno, dopo vari incontri tra assessori all’urbanistica, dirigenti, sindaci e consiglieri regionali, non avendo nessuna risposta dall’ufficio preposto si è provveduti a sollecitare. La tanta attesa risposta arrivò,  ma con grande sorpresa il dirigente dell’ufficio preposto rigettava il rilascio della concessione in quanto il progetto presentato da noi e convalidato dallo stesso dirigente, al momento della richiesta di pagamento, ad un tratto era divenuto non conforme ai criteri adottati nel piano spiaggia  e a quelli che loro stessi avevano prima adottati. In definitiva il progetto da loro approvato qualche mese prima, qualche mese dopo non era più approvabile. Mistero. Intanto, da non dimenticare, alla ditta Stella Maris, concessionaria dello specchio d’acqua in contrada Zolfara, a fine anno 2012, richiedendo il rinnovo della concessione marittima, il comune inviò una missiva perentoria (vedesi allegato), in cui richiamando una normativa del 2004, omessa al momento del rinnovo della concessione nell’anno 2006, richiedeva un versamento forfettario di 3.000.000 di euro (non è un errore di battitura si legge tre milioni di euro come in allegato) quale conguaglio. Lasciamo presagire a chi legge lo sconforto e la delusione che ci ha attanagliato tanto che  capendo di non essere i benvenuti, dopo 14 anni, sapendo di lottare contro i mulini a vento, abbiamo preferito tirare i remi. Allo stato attuale l’azienda è priva di autorizzazioni demaniale e non potendo accedere all’impianto in mare lo stesso versa in situazioni di abbandono. E’ da sottolineare che chi scrive ha avviato una simile attività principalmente non per arricchirsi (non ce ne era bisogno), ma perché ha sempre creduto nel valore scientifico e eco-combatibile della maricoltura. Nei prossimo 20 anni, in considerazione delle politiche europee adottate, sui nostri banchi del pesce fresco molte specie mancheranno, l’unico modo per sopperire a tale situazione è e sarà lo sviluppo dell’allevamento convenzionale e biologico ( si pensi alla Norvegia e al salmone). Il comune di Rossano questo non l’ho e non lo capirà mai ( al contrario dei comuni limitrofi). Si erige a paladino della giustizia e tutore delle leggi, applicandole in modo puntiglioso. E questo è giusto. Ma quando l’applicazione diviene discriminatoria, quando le strade pubbliche divengono private, quando di notte tempo le aree lottizzate per fini ricettivi si trasformano in aree per villette da vendere a privati o magazzini ad uso deposito, divengono per magia, ad uso commerciale oppure vecchie abitazione di 100 mq , in barba a leggi Galasso e così via, si trasformano in mega ristoranti oppure vengono concesse concessioni in prossimità dei fiumi, allora ci si rende conto che la vera rivoluzione in Italia ci sarà solo quando la legge sarà uguale per tutti. Attenzione un simile atteggiamento flessibile non è condannabile se lo si fa  per favorire gli imprenditori, diviene invece esecrabile, abominevole, delittuoso quando lo si usa solo per avvantaggiare singoli cittadini. Un comune illuminato deve risolvere i problemi della gente, ma di tutta la comunità e non solo di alcuni. Il comune di Rossano con questo atteggiamento  ha decretato la sospensione dell’attività in questione. Il loro piano si è concretizzato.  Attenzione in giro si legge “Rossano d’amare”, “Rossano da sognare” , “Rossano da vivere”per come stanno le cose a mio giudizio, oggi, visto ciò che sta capitando ai nostri imprenditori, visto che negli ultimi 3 anni oltre 8.000 cittadini rossanesi hanno abbandonato il nostro territorio e visto che molti usano le leggi a proprio piacimento, reputo che “Rossano oggi è da salvare” più che d’amare o sognare.
P.s. Rendo noto che ho realizzato un comitato a vantaggio degli imprenditori del luogo contro i soprusi della nostra amministrazione. Inviate eventuali adesioni alla posta e-mail:gianni1144@hotmail.com.
“alia iacta est”.
Prof. Gianluca Capristo