Servono interventi istituzionali.
Nel ringraziare il sindaco della Città di Rossano per la risposta al mio appello, segnalo però la profonda confusione, ancora una volta, all’interno dell’amministrazione comunale per ciò che riguarda Bucita, una confusione che, per altro, si conclude fondamentalmente in un atteggiamento da Ponzio Pilato: ci pensi la procura, noi ce ne laviamo le mani.
Smentisco categoricamente quanto affermato dal Sindaco: su Bucita ci sono novità e allarmanti.

La presenza di almeno 60 mila metri cubi di rifiuti non autorizzati è stata certificata involontariamente e goffamente da documenti ufficiali della Regione Calabria, circostanza su cui non è stato depositato alcun esposto e che sto provando ripetutamente a segnalare a quella che dovrebbe essere l’istituzione che vigila sulle condizioni sanitarie della comunità.

Ma cosa c’entrano i processi con l’analisi del territorio, la messa in sicurezza e la bonifica dei siti?

Quelli che fanno confusione tra sceriffi, istituzioni e società civile solitamente sono altri, non di certo io che invece ho chiesto e torno a chiedere a gran voce, in virtù di dati inconfutabili che possono soltanto essere convertiti in peggio dalla realtà, azioni istituzionali e politiche per la salvaguardia immediata, urgente e definitiva della salute pubblica. Il Sindaco di Rossano ritiene che una quantità spropositata di rifiuti spuntati inspiegabilmente sul suo territorio sia un pericolo o no?

Se è vero che, proprio per le deficienze della classe dirigente, molto spesso le Procure si sostituiscono al potere politico, è anche vero che i cittadini calabresi non hanno eletto magistrati, bensì sindaci, consiglieri comunali e regionali, a loro è deputata la salvaguardia ambientale, sanitaria e l’assunzione di provvedimenti tesi alla messa in sicurezza dei territori.

Questa di Bucita è una storia che va avanti da troppo tempo, è giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità ed andare a fondo dando risposte ai cittadini, chi non se la sente dovrebbe farsi da parte.

Flavio Stasi
Referente Regionale Legge Rifiuti Zero