Care amiche e amici, come in pregresse dissertazioni pubbliche, anche oggi ci troviamo a dover analizzare la triste situazione politica e sociale che, in questi ultimi tre anni, investe il nostro Stato. Tre anni di umiliazioni, false promesse, svendita della Nazione per ottanta euro e una crisi economica che, imperterrita, incalza nell’anima dei più.

Ebbene, alla luce del terzo governo tecnico, discorriamo nostro malgrado di uno Stato il quale miete, quotidianamente, più morti di un conflitto mondiale per gli incessanti suicidi da parte di privati e imprenditori.
Intere generazioni patiscono ingiustamente gli sperperi causati da classi dirigenti politiche le quali, nel corso dei decenni, hanno curato maggiormente interessi particolareggiati a discapito del futuro dei giovani.
Oggigiorno, pertanto, viviamo nella cosiddetta era dello schiavismo blando autorizzato, con ogni strumento, da uno Stato sempre più assente e sordo alle istanze della gente.
Gli ultimi e illegittimi governi tecnici hanno privato, in tutto e per tutto, il popolo italiano nell’adoperare quel potere garantito dall’art. 1 co. 2° della nostra Carta Costituzionale a causa della mancata approvazione di una stabile legge elettorale.
Il popolo, sostanzialmente, non è più sovrano e quindi, a nostro modo di vedere, ogni riforma, decreto legge e decreto legislativo risulta incostituzionale poiché emesso da governi illeciti istituiti senza il consenso popolare.
Il governo Renzi, attualmente, rispecchia pienamente lo schema del più becero bolscevismo russo sulla scorta della: elevata disoccupazione, aumento delle tasse, taglio ai servizi essenziali, tagli finanziari a regioni e comuni, mancata riduzione della spesa pubblica e una giustizia che ha assunto, oramai, le sembianze della famigerata legge del taglione.
Soffermandoci su quest’ultimo punto, scrutiamo come: la strutturazione della nuova riforma sulla giustizia civile verterà su una procedura negoziale assistita e sul passaggio dal contenzioso civile a quello arbitrario. Il popolo, in buona sostanza, vedrà Tribunali e Giudici col binocolo giusta l’imperniarsi del famigerato concetto di giustizia di prossimità cagionato dalle forti carenze di garanzie civili e costituzionali.
In tutto ciò noi, per ironia della sorte, osserveremo inermi e in via definitiva il lento morir del già Palazzo di Giustizia rossanese per volere di scelte scriteriate, nonostante la sua salvezza venne introdotta nel programma elettorale nazionale del PD.
Orbene, a tal uopo, una serie di domande sorgono spontanee: ma che fine ha fatto lo Stato sociale? Dove sono le fondamenta del tanto decantato Stato garantista? Come mai questo governo vuole la totale decapitazione del suo popolo?
Le risposte, a tali quesiti, sono le seguenti: non esistono più veri statisti capaci di prendere ferree decisioni, di stilare riforme strutturali serie, di garantire servizi da Milano a Palermo, di risolvere l’invasione degli immigrati generata dall’abolizione del reato di clandestinità, creare nuovi posti di lavoro, rimodulare la sanità, edificare in egual misura reti di comunicazione in tutta Italia e, soprattutto, cecar di tenere unita e in piedi un’intera Nazione divisa in due, per volere politico, dal 1946.
Lo Stato sociale per noi, quindi, si sostanzia nella realizzazione di queste reali, se pur pulsanti, problematiche nazionali che accomunano il nord e il sud.
Forza Italia Giovani Rossano, in conclusione, stigmatizza e delegittima a gran voce ogni riforma, decreto legge e decreto legislativo promulgato da questo illegittimo governo. Auspica che, nel breve periodo, la situazione italiana possa ribaltarsi per il bene del popolo e dell’intera Nazione.
“… una Nazione che dimentica il proprio popolo equivale al totale abbandono di un figlio da parte del padre…”.

 Forza Italia Giovani Rossano
   
    – Dott. Antonio Stasi –