Siamo alla resa dei conti! Oggi oramai siamo più che sicuri che il Tribunale di Rossano è chiuso. Alcuni ne erano certi già da molto tempo. Tra questi anche io! Ho scritto tanto e diverse volte che il Tribunale di Rossano non si sarebbe più riaperto, non perché Rossano non lo meritasse, oppure non avesse un bacino tale da permettergli di avere un Tribunale grande ed efficiente, anzi. Rossano per le sue potenzialità  meriterebbe ben altro, molto di più di questo qualunquismo e di questa superficialità. Basta pensare che il problema della chiusura del Tribunale risale alla fine degli anni ‘90, quindi oltre 20 anni fa.

Da allora, cosa abbiamo saputo fare? Direi nulla! Anziché programmare il come fare per non farlo chiudere, come ad esempio costruire una struttura ex novo, magari tra Corigliano e Rossano, tanto da soddisfare un’intera area, come hanno fatto invece altre amministrazioni, vedi Castrovillari oppure Paola, che hanno addirittura costruito una nuova sede, capace di soddisfare le nuove esigenze, ci siamo concentrati sulla costruzione di parcheggi, spesso inutili o poco urgenti, di ampi marciapiedi alberati, e la ristrutturazione – spesso troppo esosa – di  piazze già esistenti. Si tratta certamente di opere anch’esse  utili, ma credo meno fruttuose di uffici e di servizi, capaci di dare utilità concrete e di creare lavoro. Ora si parla in continuazione di Fusione di più comuni. Certo una buona cosa, di sicuro lodevole! Ma, io mi chiedo, per ottenere dei servizi essenziali dobbiamo essere necessariamente accorpati? Possibile che dobbiamo creare una vasta area per godere di strutture essenziali, come ad esempio l’ospedale oppure le strade? Io non credo questa sia la panacea di ogni nostro male! Ci sono realtà molto più piccole che hanno molti più servizi delle nostre due cittadine messe insieme. Allora, io credo che questa sia l’ennesima storiella che ci viene propinata per distoglierci dai veri problemi, per scaricare ancora una volta le incompetenze della nostra classe dirigente: “non siamo riusciti in quanto non siamo grandi!”
Dunque mi chiedo: in che cosa è grande Castrovillari che, con solo 20 mila abitanti , mantiene quello che è essenziale, cioè i servizi? O ancora altre cittadine che con meno di 40 mila abitanti riescono ad avere numerosi e proficui fondi? …
Dobbiamo essere chiari e fare la giusta autocritica, senza ipocrisie! La verità è  che a noi mancano solo dei bravi e lungimiranti amministratori, capaci non solo di avere delle idee, ma di avere la forza di portarle avanti e di concretizzarle. I nostri dirigenti, i nostri comitati, le nostre associazioni ( nella sola Rossano se ne contano più di 50!!!) non sono capaci di organizzarsi, di fare una rete utile e proficua, non riescono a fare squadra; ogni qualvolta la situazione appare molto critica e la problematica lo necessita, i nostri rappresentanti sono bravissimi a discutere, promettere, rassicurare, ma mai a scendere realmente in campo con delle reali idee, oppure con soluzioni fattibili ed immediate.
Per salvare un Tribunale, un ospedale, come per salvare una intera area, che oramai possiamo tranquillamente chiamare area vasta Rossano Corigliano, ma anche Cassano, etc… non serve il solo parlare, il solo fare dei proclami, dicendo che siamo abbandonati, che non meritiamo e via dicendo, oppure dire che siamo più di 100.000 abitanti. Basta con il solo vittimismo. La popolazione è certamente elemento essenziale, fattore da non sottovalutare, fondamentale per la riuscita di tanti progetti; ma essa non deve essere utilizzata a proprio vantaggio,  deve, invece, diventare lo stimolo che spinga ad unirci per cercare tutti insieme la via per uscire da questa tremenda crisi, ma con idee vere e, soprattutto, nuovi soggetti!
 Oramai i nostri politici sono arrivati al capolinea, hanno esaurito la loro corsa, hanno lottato, si sono impegnati, fino in fondo, ma, purtroppo, non sono riusciti né a salvare un tribunale, né a far crescere un territorio come l’alto Jonio.
A questo punto, è giusto dare spazio alle nuove leve, a persone che hanno ancora la voglia, le idee e la lungimiranza per far crescere la nostra zona, con l’impegno, con la perseveranza, magari partendo da piccoli passi, con iniziative di poco conto, ma tutte facilmente realizzabili e di facile impatto sul territorio, come ad esempio le infrastrutture, sia stradali che turistiche, per poi passare a progetti sempre più ampi e più ambiziosi, rivolti ad un bacino di utenza di oltre 100.000 abitanti, non dimentichiamolo mai. A quel punto sì che il numero è davvero importante, fondamentale per avere dei contributi Europei, rilevante per avere dei fondi regionali, traducibili in risorse importantissime da spendere e da spalmare sull’intera area vasta, Bisogna saper imporre la propria forza con gli uomini giusti. Non basta avere solo un esercito numeroso, servono dei buoni condottieri.  Dunque il territorio, i numerosi abitanti sono un enorme potenziale, un enorme vantaggio che altre realtà nella nostra regione non hanno e che quindi ci potrebbero catapultare al secondo posto come estensione e demografia nella nostra regione, ma, fattore altrettanto importante, anzi direi vitale, sono gli uomini che ci rappresentano. Non vi nascondo che mi lasciano scettico i tanti profeti che oggi stanno nascendo e che si dicono capaci di risollevare le sorti del nostro martoriato territorio. Tutti pronti a fare miracoli, miracoli dei quali negli ultimi vent’anni  non  ho visto neppure l’ombra; eppure, vi posso assicurare che anche ridurre un territorio come il nostro nelle condizioni in cui versa, cioè senza strade, ferrovie, ospedali, tribunali, etc,  non è affatto semplice, ci vuole anche qui tanta applicazione!
Allora stiamo tutti attenti, dobbiamo tutti vigilare su questi profeti, alcuni nuovi, altri vecchi, altri riciclati;  prestiamo attenzione perché sono sempre le stesse persone che ci hanno governato o sono state dietro le quinte negli ultimi venti anni.  Io voglio invece che si affaccino nuove facce, che non abbiano mai fatto i mestieranti della politica, capaci di farci alzare la schiena, che non abbiano paura di fare, disposte a mettersi in gioco, anche a costo di sbagliare, ma che comunque ci mettano sempre la propria faccia. In conclusione, attenti ai vecchi politici, travestiti di nuovi!!!
Alfonso Rago
Dirigente Regionale Sindacato Avvocati Calabria