La fusione dei due comuni di Corigliano e Rossano, che vale tra i 15 e 20 milioni di euro di fondi nazionali, rimandata sine die,  così da continuare a rendere il territorio jonico subalterno alle altre realtà calabresi. Questo è quanto scaturito nel corso dell’incontro dibattito organizzato dalla Cisl di Rossano, moderato da Salvatore Martino, Centro studi “V. Bachelet”.

Mentre, il sindacato chiama a raccolta i soggetti promotori della proposta di fusione dei comuni, oltre ai cittadini e alla politica, a Rossano le “carte” sono già pronte per fissare il “matrimonio” e nella vicina Corigliano invece si “nicchia”. Sarà forse motivo del contendere la “dote” matrimoniale? C’è chi giura che si tratta di una dilazione dei tempi sino alle feste natalizie, per vedere come va a finire con le prossime elezioni regionali sullo jonio cosentino. Quindi, la fusione potrebbe diventare merce di scambio o di pretese. Intanto, Michele Sapia, Cisl Jonio-Sila, ha rimarcato la necessità «di avviare una nuova fase di sviluppo socio-economico con l’aggregazione delle due realtà comunali limitrofe». Non solo, ma la Cisl «ritiene la fusione anche un’opportunità per le nuove generazioni, oltre ad un concreto rilancio dell’intero territorio». Pasquale Magno, presidente del Consiglio comunale di Corigliano, si è soffermato sulla stasi istituzionale circa la mancata deliberazione a favore della proposta di fusione, ciò dovuto ad alcune iniziali ritrosie politiche. Amerigo Minnicelli, referente Comitato 100 associazioni, ha rimarcato le difficoltà operative da seguire per addivenire alla fusione, oltre alla «necessità di coinvolgere la popolazione sulla positività di tale iniziativa, e di avviare da subito le procedure di indizione del referendum consultivo». Vincenzo Scarcello, presidente del Consiglio comunale di Rossano, ha tenuto a ribadire che l’ente bizantino è già pronto a deliberare, e che quindi l’iniziativa mira a dare opportunità alle nuove generazioni e non avere paura al cambiamento». Come si ricorderà, è sfumato l’impegno preso a Rossano lo scorso 5 agosto, che impegnava le due assisi a convocare entro il passato 30 agosto un consiglio comunale monotematico congiunto sulla fusione. Stante la mancata convocazione, il Comitato prese penna e carta e scrisse ai due sindaci per sollecitarli a deliberare circa la fusione. Al momento, il sogno di una grande città policentrica nella Sibaritide stenta a concretizzarsi.
Pietro Gaccione