Votato, all’unanimità, il documento che darà il via all’iter per quanto riguarda la fusione tra il comune di Rossano e quello di Corigliano Calabro. La votazione è avvenuta, alle ore 20:55 di venerdì 16 gennaio 2015, a conclusione del consiglio comunale, presieduto dal presidente Vincenzo Scarcello,

in cui i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno condiviso, attraverso i loro rispettivi interventi, la volontà di approvare il documento finalizzato nel portare avanti, nelle sedi istituzionali, le istanze in riferimento alla fusione tra i due più importanti comuni della Provincia di Cosenza. Il documento sarà presentato, prossimamente, alla Regione Calabria per la sua ratifica. Lo stesso Ente regionale, in seguito, dovrà fissare la data del referendum popolare in cui i cittadini dell’intera area-urbana saranno chiamati alle urne per esprimere la loro preferenza sull’eventuale fusione. Un passaggio, quello della fusione, che, al giudizio di molti, porterà numerosi benefici in termini economici e di sviluppo ad un territorio in cerca, tuttora, di un pronto e definitivo riscatto. Soddisfatto, in modo particolare, il Comitato delle 100 associazioni, presente con una nutrita delegazione al consiglio comunale, per l’approvazione del documento che darà vita, finalmente, all’iter burocratico riguardante la fusione delle città di Corigliano e Rossano. Favorevoli alla fusione, oltre a molti cittadini, il Presidente della Provincia, Mario Occhiuto, ma anche l’onorevole Giuseppe Caputo e il neo-eletto consigliere regionale Giuseppe Graziano.  Questi ultimi due hanno seguito attentamente i lavori dell’assise civica, sulle gradinate della sala consiliare, manifestando, agli organi di stampa, il loro benestare nell’attuazione dell’iniziativa. Gli abitanti dell’intera area urbana, infine, guardano con grande interesse alla proposta di fusione tra i due comuni, affinché questa possa servire a far emergere un territorio che, negli ultimi anni, è stato penalizzato da scelte politiche non condivise dal popolo. Fra queste ricordiamo: la chiusura dello storico tribunale di Rossano, la soppressione dei treni sulla tratta jonica che collegavano la Calabria con il resto dell’Italia, i tagli nel comparto sanitario con la riduzione di posti letto e il trasferimento di reparti in altre strutture ospedaliere. Scelte che hanno fatto aumentare il malcontento della gente, i quali si sono trovati, ben presto, a fare i conti con una serie di disservizi. La fusione Corigliano-Rossano servirà a ribaltare le cose? Ai posteri, dunque, l’ardua sentenza.
ANTONIO LE FOSSE