Interessante incontro-dibattito a Rossano sul dilagante fenomeno dell’emigrazione tra passato e presente. Alla giornata di studio, organizzata ottimamente dal Liceo delle Scienze Umane “San Pio X°” di Rossano, hanno preso parte, oltre a molti studenti, il Dirigente scolastico, Maria Antonietta Salvati,

la dottoressa Olga Kisseleva, don George Viju, il Prof. Giuseppe Ferraro, ma anche gli assessori alla cultura dei comuni del territorio quali: Stella Pizzuti (Comune di Rossano),Tommaso Mingrone (Comune di Corigliano Calabro), Graziella Guido (Comune di Mirto-Crosia). Tutti i relatori, nel corso dei loro rispettivi interventi, si sono soffermati sull’imperante fenomeno dell’emigrazione che, ancora oggi, è attuale con la fuga di molti giovani calabresi verso il centro-nord Italia e in altre nazioni Europee in cerca di fortuna. In questo terzo millennio, purtroppo, nulla è cambiato in cui anche le nuove generazioni hanno perso la speranza di intravedere un futuro migliore in Calabria. Un fenomeno preoccupante che, ad ogni modo, deve far riflettere l’intera classe politica regionale e nazionale. Gli alunni dello stesso Istituto scolastico, attraverso un video-clip, hanno documentato, grazie ad una serie di testimonianze reali, le diverse esperienze di tanti emigrati che hanno lasciato la loro terra natia per realizzare i propri sogni. Un cortometraggio apprezzato da tutti per i contenuti in cui si è voluto raccontare, in modo particolare, la storia di tante persone costretti ad andare via dal proprio luogo di nascita alla ricerca di un posto di lavoro fuori dai confini regionali e nazionali. Complimenti, oltre a quanti si sono prodigati alla realizzazione e alla buona riuscita della lodevole iniziativa, sia alla professoressa Irene Colli che ha coordinato i lavori dell’incontro-dibattito e sia agli alunni che hanno realizzato il video-clip raccogliendo numerose testimonianze rimarcando il dilagante fenomeno dell’emigrazione che, purtroppo, non si è mai arrestato: prima si partiva con la valigia di cartone ed oggi, invece, si parte con il trolley. I tanti giovani calabresi si auguro che, un giorno, molte cose possano cambiare in modo tale da affermarsi nel proprio luogo di nascita ed evitare, così, la grande fuga verso altri luoghi fuori dai confini calabresi in cerca di un futuro migliore.

ANTONIO LE FOSSE