Dalle carte dell’inchiesta emergono i forti sospetti degl’investigatori nei quindici giorni che hanno preceduto il crimine    
Negli ultimi anni la città di Corigliano Calabro è piombata di vortice in vortice d’un infinito girone infernale. L’agghiacciante, inenarrabile vicenda del ritenuto omicidio volontario premeditato ed aggravato d’un nascituro, che vede sotto accusa in concorso tra loro quattro persone tra le quali un medico di Pronto soccorso dell’ospedale “Guido Compagna”, la madre del feto nato vivo al settimo mese di gravidanza e che poco dopo sarebbe stato “soppresso”, e due complici, fa sorgere un forte interrogativo alla luce di quanto emerge dalle carte dell’inchiesta.
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