Ieri mattina avrebbe dovuto tenersi presso il Tribunale di Castrovillari l’udienza del processo ai 14 cittadini accusati di “interruzione di pubblico servizio” per la manifestazione tenutasi il 15 settembre 2012 alla stazione ferroviaria di Rossano.
Si tratta di un processo, di fatto, basato su una assunzione erronea, cioè che quello offerto sul nostro territorio da RFI, quindi da Trenitalia, sia un servizio.

Come sa, invece, ogni singolo abitante di qualsivoglia centro da Rocca Imperiale a Crotone e via via fino al reggino, non esiste sullo ionio calabrese alcun servizio ferroviario. Al contrario quello che abbiamo registrato ormai tre anni fa, e che continuiamo a registrare, è il mancato riconoscimento di uno dei diritti fondamentali dell’uomo, quello alla mobilità, una mancanza che sancisce il comportamento incivile da parte dello Stato Italiano e, evidentemente, delle aziende che amministrano il servizio.

Per questo la libera espressione di dissenso nei confronti del taglio delle tratte ferroviarie a corta e lunga percorrenza, nei confronti dei mancati investimenti nella linea ionica, nei confronti di un insostenibile monopolio del traffico su gomma nei trasporti calabresi, ha rappresentato e rappresenterà in futuro un semplice atto di civiltà, un basilare esercizio della propria cittadinanza.

Risulta pertanto inspiegabile l’azione giudiziaria nei confronti di 14 cittadini rei esclusivamente di essere cittadini.

L’interruzione di pubblico servizio è una cosa seria che attiene alla giustizia, ma anche all’etica ed alla civiltà, e di questo reato sociale sono oggettivamente colpevoli coloro che hanno partecipato alla sistematica riduzione e abolizione dei servizi fondamentali sul nostro territorio.

Informiamo la cittadinanza che l’udienza è stata rimandata al prossimo 25 Novembre.

Il Comitato Promotore
La presa del Treno Perduto
(Associazioni e Movimenti dello Ionio Calabrese)
info: trenoperduto@gmail.com