Il 1° maggio deve essere una giornata di festa ma anche la giornata in cui si rivendicano con forza i diritti dei lavoratori e di chi un lavoro non lo ha non dimenticandoci da dove veniamo ma guardando con attenzione, intelligenza e lungimiranza al presente ed al futuro del mondo del lavoro! Tante sono le persone che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo non hanno un lavoro e  tanti altri ne hanno uno che non viene adeguatamente tutelato,

mentre  altri ancora, proprio a causa del fallimento della propria attività lavorativa,  hanno compiuto gesti estremi anche per questo urgono risposte concrete a partire dalla aree storicamente depresse come la nostra. Oggi come non mai bisogna tenere presente le situazioni più difficili sforzandosi a trovare le soluzioni migliori e possibili per aiutare tutte le persone che stanno vivendo profondo malessere e disagio a causa di un lavoro che non c’e’ o che  non viene riconosciuto per come dovrebbe essere e questa piaga dalle nostre parti la conosciamo benissimo!
      Spesso la flessibilità si è trasformata in vera e propria precarietà  scaricando sulle nuove generazioni prezzi salatissimi in termini di opportunità e di progetti di vita mettendoli alla mercè di un  mercato selvaggio e senza regole i cui arbitri sono datori di lavoro predatori e senza scrupoli come non di rado accade in Calabria. Pochi infatti anche a queste latitudini sono i datori di lavoro illuminati, c’è sempre più chi trova invece nuovi modi per sottopagare il lavoro, e inserire nuove forme di sfruttamento che nella nostra società sembrano essere divenute la regola. 
    Giustissime le rivendicazioni per  mettere mano a questa situazione di precarietà, e dare un futuro ai nostri giovani  che  rischiano di rimanere precari a vita. Rivendicazioni rimaste però per troppo tempo inascoltate, anche per la obsoleta concezioni dei diritti sindacali che valgono solo per le grandi aziende, mentre  sono non sempre adeguati in una società globalizzata, che cambia con una velocità mai vista prima, e non tutelano  il restante  mondo del lavoro.    
    Bisogna   trasformare quella flessibilità selvaggia in opportunità di lavoro sano e continuativo. Abbiamo l’esigenza, oltre che tutelare quel poco lavoro che c’è, di creare nuovi posti di lavoro.
    Il “Jobs Act” sembra abbia intrapreso la via giusta. Sostiene le imprese che assumono  a tempo indeterminato, estende gli ammortizzatori sociali destinati a tutti i lavoratori dipendenti,  prevede la formazione al lavoro con un uso alternato studio-lavoro attraverso l’apprendistato.
    Però questo non basta. SI DEVE FARE DI PIU’. Bisogna osare intraprendendo nuove strade,  dando priorità  a un nuovo modello economico che punti sulla innovazione tecnologica, la ricerca, la  green economy. Valorizziamo e  puntiamo sul nostro grande patrimonio storico-culturale e paesaggistico, puntiamo  alla  qualità della  vita e a un turismo, sostenibile puntiamo su forme di condivisione e coesione  sia quando il  lavoro c’è sia quando manca attraverso forme solidaristiche.
    Papa Francesco, anche ultimamente, ha ribadito la necessità di creare lavoro, perché lavoro significa dignità per chi quotidianamente ne è occupato   ma è soprattutto speranza per chi no lo ha di potere   costruire un futuro per sé e la sua famiglia.
    Ma il 1 maggio è anche l’occasione di dire no alla delinquenza organizzata che opprime il mondo del lavoro, lo piega ai propri interessi illegali.  Proprio  oggi a Rossano sono state incendiate tre auto e ieri  un altro incendio ha distrutto il bar-ristorante e la palestra del villaggio turistico Green Village di Sibari che dava occupazione a oltre 200 lavoratori. E proprio per questo  in Calabria bisogna con più forza dire si al lavoro sconfiggendo la disoccupazione e il bisogno per sentirsi finalmente liberi!
    Questo deve essere il primo maggio un’opportunità per ricordarci di queste cose.
Francesco Madeo Segretario PD ROSSANO