La blasonatura (ossia la descrizione letterale) riportata da vari siti web sotto o a margine dello stemma di Rossano, addirittura anche nell’art. 3 dello Statuto municipale, in questi termini: “quattro conchiglie in campo azzurro e cinque gigli disposti in guisa che nell’insieme presentano la figura di Croce. Esso riporta sulla sommità una corona aurea che evidenzia cinque torri di castello ed è impreziosito da due rami con foglie e bacche intrecciate in basso, a sinistra di alloro ed a destra di quercia ed al centro un nastro tricolore” non è consona al linguaggio araldico.

E’ anacronistica, quasi identica a quella già utilizzata per il precedente stemma (gigli rossi e conchiglie rivolte ai lati dello scudo), incompleta perché nulla dice della disposizione e dello smalto delle figure (conchiglie e gigli d’oro), ridondante perchè descrive elementi superflui, ossia corona e fregi laterali che la normativa statale vigente in materia di araldica civica prevede uguali per tutti i comuni investiti del titolo di città e perciò non necessari di particolari descrizioni. Si rende pertanto necessario apportare la dovuta correzione (soprattutto all’art. 3 dello Statuto municipale) utilizzando solo e unicamente la blasonatura contenuta nel DPR 11 ottobre 1999 (Concessione di uno stemma e di un gonfalone alla Città di Rossano) così espressa:
Stemma: d’azzurro, alle quattro conchiglie e ai cinque gigli, d’oro, ordinati in tre fasce, la prima e la terza formata ognuna da due conchiglie e da un giglio centrale, la seconda da tre gigli. Ornamenti esteriori di città.
Gonfalone: drappo di giallo riccamente ornato di ricami d’oro e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città”.
E’ questo un atto dovuto alla città di San Nilo (910-1004) non solo a motivo della sua civiltà, nobiltà di costumi e pregnanza di tradizioni religiose e culturali (anche in campo araldico), ma soprattutto per non dare adito ai soliti detrattori di Rossano di fare apprezzamenti maligni, ironici e soprattutto offensivi nei confronti degli abitanti, spesso tacciati di presunzione e di ignoranza. Gli amministratori sono avvisati!
Antonio Sitongia