Quelle fatte giorno 21 sul blog, dall’ex Sindaco Giampiero Morrone, sono estrinsecazioni sagge e accorate, parole sentite, da Cittadino e da Imprenditore che assiste allo scippo di quanto gli appartiene.  L’eredità gli è data dalle generazioni che hanno attraversato bisogno, fame, guerra, emigrazione e poi ancora guerra che, finalmente mature, si dettero strutture e istituzioni nate dalle esperienze di autosostegno, laiche e popolari, sancendole nella Carta Suprema che gli Stati si danno a protezione dei cittadini.

Istituzioni democratiche che ci hanno portato in breve tempo a divenire nazione di riferimento. Memoria che i partiti tendono di cancellare non considerando che assieme alla distruzione della Costituzione, che materializza il nostro definirci civili,  sopprimono la morale acquisita, il collante della nostra esistenza, con spropositato danno  come i fatti dimostrano. Danni che si riverberano nella riemersione di condotte preistoriche e retrograde dell’agire umano. Disegno, quello dei partiti, abnorme, immorale, irreligioso, impensabile per i più ma concreto, funzionale ai pochi che l’hanno ordito e spacciato come “nuovo ordine mondiale”.  Perseguono con mezzi subdoli, legali e illegali e con risoluta continuità criminale l’obiettivo di trasformare il Cittadino in Suddito e conseguentemente rendere endemica la disoccupazione di massa. Lo stanno facendo dal 1979 eliminando il lavoro e la moneta “pagabile a vista”, trasformando le banche territoriali in banche d’affari e di rapina per i clienti come ultimamente decretato.
La ricchezza reale non manca c’è e resta tale, la stanno semplicemente trasferendo e lo fanno con le mille tassazioni, imposizioni vessatorie, con il costo sempre più alto dei servizi indispensabili: trasporto, acqua, sementi, energia, guerre bugiarde, commercio manipolato, mercato.  Gli infami di questo disegno li conosciamo, sono gli uomini in livrea dei partiti della finanza, i pennivendoli, i Wanna Marchi della politica.
All’imposizione della moneta privata, non a “corso forzoso”, nazista, chiamata euro e protetta solo dal ©, segue la rapina dei territori e delle strutture di civiltà conosciute come: Scuole, ASL, Tribunale, INPS, Ospedali, trasferendoli, in scala progressiva, ai sistemi territoriali di diverso livello o favoriti, nel nostro caso da chi ci teme.  Va da se che è predestinato a vincere il sistema territoriale forte o reso forte. Ad esempio nel dibattito chiarificatore, di questi giorni, tra Cosenza (Oliverio)  e Catanzaro (Abramo), il nostro è divenuto “Ospedale di Frontiera”,  confessando in uno che lo scippo era già in atto  prima che la distratta signora Dalila Nesci, abbaiasse alla luna e che i nostri concittadini sono considerati al pari di un ammasso indesiderato di pressione (come stranieri).  Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Necessita prepararci a risalire la china oltre il concetto di crisi. Il primo passo è quello di concepire il nostro sistema territoriale come nucleo  rifondante dello Stato, capace di opporsi ai disegni della spoliazione, sfidando quanti si ritengono “meglio e stato”, resistendo sulla linea del Piave, per ridefinire il disegno da altri programmato. Lo strumento è individuato da oltre un decennio, c’è e si chiama Fusione in un solo Comune di Corigliano e Rossano; pensiero nato non per escludere ma per alcune essenziali peculiarità fortuite, dovute all’immediata vicinanza, alla crescita urbana ed economica parallela, agli scambi commerciali remoti, perché no, al confronto avvenuto anche nel dissapore, per le oggettive definizioni territoriali accumulate e per la reale concretezza della vittoria a portata di mano; ancor di più per foggiare comportamenti evoluti. Quanto di contro si è manifestato è solo cecità o inerzia contro l’aggressore, ancor peggio è intelligenza col “nemico”.
Aggiunge Morrone, è lapalissiano, che sarà il nuovo Consiglio Comunale quello chiamato a risolvere le modalità di gestione della cosa comune.
In diversi, del Comitato per la Fusione, hanno indicato le ragioni e gli intendi programmatici. – E’ stato detto e scritto che la circoscritta localizzazione delle funzioni amministrative della Città, deve porsi su un asse baricentrico, mare/colline, tra i due percorsi jonici, che abbiamo definito Ippodameo e Traianeo, anzi tre, includendo la dimenticata Murattiana. In parte tutto è riconducibile, in un intreccio a monte, al tracciato, a quattro corsie, che del resto l’ANAS ha, per altre ragioni, pensato per il lotto N° 8, Mandatoriccio-Sibari  e sul quale a valle possono ancora intersecarsi gli attivi tragitti, utili per raggiungere speditamente e in sicurezza “La Cittadella”, da quanti su di essa debbano gravitare, a piedi, in bicicletta o su strada ferrata. Si è affermato anche che, in reciprocità, la Nuova promuoverà l’Esistente e i core delle origini attraverso due semplici parole d’ordine: riorganizzazione dei volumi (rioni e quartieri) sul piano urbano e riqualificazione degli immobili, sul piano strutturale e tipologico, garantendo certezza di buona vivibilità ai residenti.  I core, a loro volta consentiranno, con norma da fissare, la costruzione del Nuovo indicato, affinchè dal rispetto dei Centri Antichi prenda vita la “Cittadella dei Servizi e delle Decisioni” che attiverà, per i suoi intrinseci obiettivi, un’efficiente globale infrastrutturazione del territorio, oltre il nostro.
Indicazioni di difesa immediata, di minima, dell’area di allocazione di tutti i Servizi della Cittadella Amministrativa, vanno da subito affermate dai Sindaci nel PSA, ora tabula rasa, perché pensato per noi, da altri. Così come, dovranno essere chiarite le modalità di trasferimento dei  Servizi Decisionali, determinando, ad esempio, che i finanziamenti aggiuntivi  provenienti dall’Atto Costituente la Nuova città Jonica, saranno impiegati solo per tale scopo. Si dovrà incrementare la mobilità della comunicazione, attraverso l’uso di Percorsi Tecnologici (scambio e trasmissione dati) da porre a garanzia dell’utilizzo di ogni dato amministrativo, anche alla più piccola Unità dispersa nel territorio. Piattaforma telematica capace integrarsi con altre, prefigurandosi a totale servizio delle Comunità del nostro “Quadrante Geografico”, che liberamente vi si riconosceranno per costruire, tutti, una “Unione a vocazione metropolitana orizzontale” per fare di questa  la difesa dei Green Core dell’unione metropolitana ora ulteriormente soffocati. Tra gli strumenti di riconoscimento della qualità della nuova realtà, sarà buona cosa affidare ai Cittadini il diritto di scelta su una parte consistente delle risorse finanziarie della Nuova Municipalità, promuovendo la pratica del “deliberato/bilancio partecipativo”, un metodo di segno coerente per l’unità delle varie aree. Con la Città Jonica saremo in grado di stimolare la spesa locale di cittadini e imprese, dando  corso ad una discreta percentuale di moneta di scambio sotto forma di “Valuta Locale” con ©, valida nella  nostra misura, al pari della moneta euro. –   Parafrasando G.M. , sta al nuovo Sindaco, Giunta, Consiglio, perseguire gli obiettivi dati e guardare lontano, oltre il prossimo futuro.