Premesso che:
Successivamente alla seduta di Consiglio Comunale u.s,, durante la quale è stata trattata la pratica in oggetto, “variante al piano particolareggiato di iniziativa pubblica di S, Angelo“, sol perché non ho inteso obbedire al richiamo del potente di turno, esternando le mie perplessità, motivando e mettendo in evidenza gli elementi che nei fatti potrebbero rendere illegittima la pratica, perché viziata nella procedura e sia per gli abusi che nella gestione della stessa si rilevano, il giorno successivo sono stato raggiunto telefonicamente da un signore qualificatosi come “Peppino Accroglianò”

il quale, nel corso della telefonata, oltre ad aver inveito ed offeso il sottoscritto ha anche rivolto toni e frasi minacciose, a detta telefonata in vivavoce, hanno assistito tre signori che per questioni di privacy mi riserverò di fare i rispettivi nomi nelle sedi opportune.
Considerato che:
Diverse sono le pratiche gestite dall’amministrazione e dagli uffici, con I’avallo della politica, che, pur sapendo e conoscendo nel dettaglio l’iter, non interviene a pretendere il rispetto della legalità, chissà perché, venendo meno all’impegno assunto con i cittadini con le linee programmatiche e di mandato del Sindaco Antoniotti che, a pag. 6 a carattere cubitale è scritto “Rispetto delle regole: Democrazia è legalità,” ;
in qualità di Consigliere Comunale in più occasioni, con regolari atti protocollati, ho invocato il rispetto dei regolamenti e delle leggi vigenti;
A tutela del ruolo che rivesto, al fine di sentirmi tutelato, ho richiesto ufficialmente al Segretario Generale, nella persona dell’Avv, Nicola Middonno, nella sua qualità di garante dell’anticorruzione e della trasparenza, una relazione dettagliata sugli incarichi e sui servizi in genere conferiti nell’ultimo periodo, lo stesso, secondo proprie considerazioni, non ha inteso riscontrare a quanto richiesto, bensì, ha invitato il sottoscritto a recarsi personalmente nei vari uffici al fine di acquisire direttamente le notizie;
Una condotta del genere, mi costringerebbe a recarmi periodicamente alla Procura della Repubblica per denunciare vari atti che purtroppo quotidianamente vengono prodotti;
Non risulta al sottoscritto, neanche in fase di verifica di attuazione delle linee di mandato che, nè gli uffici e né I’amministrazione, abbiano mai inteso convocare un Consiglio Comunale per informare i Consiglieri Comunali sulle varie indagini che ci sono in corso nei vari uffici, condotte da vari organi che, giornalmente si alternano presso il Comune, dalla polizía, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza;
Per questi motivi non sentendomi tutelato, ad evitare spiacevoli sorprese che potrebbero cadere come un fulmine a ciel sereno, ai sensi dell’art.38 comma B del TUEL 267/2000, con la presente, formalizzo le mie immediate ed irrevocabili dimissioni da Consigliere Comunale del Comune di Rossano, riservandomi di presentare al protocollo generale dell’ente già a far data da domani le presenti dimissioni.
Nell’augurarvi comunque buon lavoro abbandono I’aula.
Rossano lì 28 maggio 2015
Firmato
Ernesto Rapani