Assolta, per non aver commesso il fatto. Così si sono espressi i giudici della Corte di Appello di Catanzaro, nei confronti dell’ostetrica rossanese S.V., difesa dall’avv. Giuseppe Tagliaferro, che in primo grado era stata riconosciuta colpevole del reato di omicidio colposo dai giudici del tribunale di Castrovillari.  I fatti risalgono all’aprile del 2010, passando all’onore della cronaca per il clamore che la vicenda aveva suscitato.

Il feto era stato trovato vivo dall’allora cappellano del presidio ospedaliero “Nicola Giannettasio” di Rossano, don Antonio Martello che segnalò l’accaduto. Sotto processo penale finirono un medico ginecologico, un’ostetrica e un’infermiera del reparto di ginecologia dell’ospedale di Rossano per la morte di un feto in seguito ad un intervento di interruzione volontaria di gravidanza, deciso dalla gestante per grave malformazione del feto. L’ostetrica presso l’allora reparto di ginecologia di Rossano veniva imputata, insieme al medico che aveva eseguito l’interruzione volontaria di gravidanza dalla Procura del Tribunale di Castrovillari, e ad un’infermiera, del reato di omicidio colposo per avere nelle rispettive qualità di medico, di ostetrica ed infermiere, presenti al momento dell’espulsione del feto da parte della paziente E.M. a seguito di intervento di interruzione di gravidanza, omesso di rianimare il neonato partorito. Secondo l’accusa l’omissione delle prescritte manovre rianimatorie, di ventilazione-intubazione, avrebbero portato al decesso del neonato. L’ostetrica veniva giudicata col rito del giudizio abbreviato, cosi come l’altra operatrice sanitaria con mansioni di infermiere, mentre il medico sarà giudicato col rito ordinario. L’ostetrica fu dichiarata dal Tribunale di Castrovillari colpevole del reato di omicidio colposo, l’infermiera era stata assolta perché non aveva partecipato all’intervento di interruzione volontaria di gravidanza. Ma avverso la sentenza di condanna la stessa ostetrica proponeva appello. All’udienza dello scorso 10 giugno la Corte di Appello prima sezione penale di Catanzaro, ha trattato il processo e dopo la discussione del difensore, i giudici di Catanzaro hanno riformato la sentenza del Tribunale di Castrovillari, dichiarando l’ostetrica innocente. La difesa, sostenuta dall’avv. Giuseppe Tagliaferro,  ha fatto rilevare che l’ostetrica quale obiettrice di coscienza non aveva in effetti partecipato all’interruzione volontaria di gravidanza e che, comunque anche ove fosse stato salvifico l’intervento di rianimazione, una tale pratica specialistica non poteva essere eseguita dalla stessa in quanto non rientrante tra le competenze e capacità professionali dell’ostetrica. Né la circostanza che sapesse dove era stato collocato il feto, ossia in una stanza adiacente alla sala parto, circostanza nota a tanti altri operatori sanitari, può far ritenere che la stessa fosse a conoscenza che il feto era nato vivo.

Giacinto De Pasquale