In più occasioni ci siamo pubblicamente occupati di analizzare, con cura e parsimonia, il famigerato flusso migratorio umano nei nostri mari. La vicenda è abbastanza complessa e farraginosa poiché in ballo vi è la vita di quanti fuggono da realtà belligeranti per cercare la salvezza altrove. Orbene, rinfocolando bene la questione, ricordiamo come lo scorso anno i governi dell’Unione Europea, rifiutando i costi della nota operazione Mare nostrum, avviava un nuovo programma di portata molto minore detto Triton.

Il precipuo scopo di Triton era quello di sorvegliare le frontiere marittime rifiutando di soccorrere i rifugiati perché questi, a loro volta, si sarebbero riversati nell’intero territorio dell’Unione Europea. 
Sostanzialmente, era permesso salvare i rifugiati che fossero riusciti ad arrivare fino a quel punto, ma non effettuare operazioni di ricerca e soccorso al largo delle coste libiche, ovvero dove affonda la maggioranza dei barconi.
Ebbene, però, in detta operazione le vittime sono state 1.750, praticamente trenta volte superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e, a seguito di ciò, in un incontro d’emergenza tenutosi ad aprile, l’Unione Europea ha portato il budget di Triton al livello di Mare nostrum.
Apprendiamo da fonti giornalistiche che, giorni addietro, nel Porto di Corigliano Calabro sono sbarcati più di quattrocento migranti accolti dalla Guardia Costiera, Croce Rossa e gli uomini della Capitaneria di Porto trasportati, nell’immediato, in strutture di prima accoglienza dislocati su tutto il territorio nazionale.
Una serie di domande, a tal uopo, sorgono spontanee: come mai l’Unione Europea ha voluto concepire detta operazione in tal senso? Come mai l’Unione Europea non vuole essere incisiva su questa emergenza umanitaria? Come mai la Regione Calabria non si è mai espressa vigorosamente su tale fenomeno?
La risposta a tali quesiti è la seguente: l’Unione Europea prende le distanze da tale contingenza poiché concepisce, oramai, questo agglomerato di Stati come una unione singolarmente competitiva. Vede, tuttavia, la tematica dell’immigrazione come una problematica che appartiene solo ed esclusivamente all’Italia e non all’intera Unione.
Il nostro, certamente, non vuole essere un discorso razzista nei confronti di queste persone ma semplicemente una palese nota critica sull’argomentazione.
L’Unione Europea, a nostro modo di vedere, ha il dovere politico e morale di erigere una politica unitaria sull’immigrazione basata su controlli seri al momento dell’arrivo di immigrati per terra, per mare e nel resto degli Stati membri.
Forza Italia Giovani Rossano, in conclusione, stigmatizza tale circostanza poiché l’Europa non è solo spending review e egemonia economico/finanziaria di uno Stato su un altro. Europa è, soprattutto, solidanza e unità tra i popoli evitando così di svilire i principi basici per i quali venne fondata.

                                                                                     Forza Italia Giovani Rossano
                                                                                           – Dott. Antonio Stasi –