Prosegue cammino verso fusione. Geraci isoli chi vuole sabotare questo processo
ROSSANO  – Il cammino, intrapreso da più anni, dai due Comuni dell’Area urbana Corigliano-Rossano per creare le condizioni affinché i cittadini della due Città si esprimano sulla fusione di entrambe le municipalità, non è in discussione. Anche se isolate posizioni, emerse dalle sortite ad orologeria, volgari e scorrette, di qualche consigliere comunale di Corigliano, inviterebbero a frenare questo processo.

Ma siamo convinti che le motivazioni che reggono questo progetto di unificazione dei Comuni siano più solide e profonde rispetto alle provocazioni distruttive. Che, ne siamo certi, l’Amministrazione Geraci saprà isolare e neutralizzare. Diversamente saremmo di fronte ad un grave atto di viltà e di offesa, diretta non solo alle Istituzioni cittadine quanto all’intera popolazione rossanese.

Abbiamo la fondata consapevolezza che non saranno né i Sindaci né tantomeno i rispettivi Consigli comunali a decidere se e come fondere le due Città. Non si tratta di una partita a scacchi. L’esito di questa scelta si avrà solo a seguito del Referendum. Abbiamo, però, il dovere, considerati i tempi e le contingenze storiche, di creare nuove condizioni di benessere ai nostri concittadini. Del resto era e rimane questo il senso del documento, che sta alla base della delibera approvata dal nostro Consiglio comunale nel gennaio scorso, scritto a quattro mani dalle due Amministrazioni civiche e dai rispettivi Presidenti del Consiglio. Ed è per questo che al consigliere Cataldo Russo non è permesso minimamente, nemmeno nella più democratica dialettica politica, apostrofare rozzamente il lavoro, frutto di un lungo ed impervio percorso culturale e sociale intrapreso dalle rappresentanze istituzionali di Rossano e Corigliano.

Rispediamo al mittente le contumelie, scorrette e ingenerose, probabilmente suggerite dalla codardia di qualche personaggio ancora in cerca di identità, nei confronti del Presidente del Consiglio comunale Vincenzo Scarcello, al quale va tutto il nostro sostegno e la piena solidarietà. Parole che offendono l’intera comunità rossanese e che, per la loro consapevole volgarità, non fanno onore a chi le ha proferite. Siamo certi che il sindaco Geraci saprà isolare e condannare pubblicamente gli insulti indirizzati ad un rappresentante delle Istituzioni che era intervenuto solo per difendere l’onore ed il decoro del Consiglio comunale e della Città di Rossano. Così come saprà prendere le distanze pubblicamente da chi, probabilmente a sua insaputa, sta cercando di sabotare quel riavvicinamento storico tra Rossano e Corigliano. Questo anche alla luce delle ultime uscite pubbliche del Primo cittadino coriglianese, propense al massimo dialogo e alla piena collaborazione in questo progetto, che non tira interessi su Rossano, bensì tende a creare la migliore condizione per il futuro del nostro territorio.

È ridicolo quanto tendenzioso sostenere che il processo di unificazione dell’Area urbana Corigliano-Rossano possa nascere da improbabili frustrazioni, tutte bizantine. Non abbiamo da difendere alcuna leadership. Né siamo sull’orlo di apocalittici baratri. Né siamo alla ricerca di pezzi perduti! Se Russo si riferisce al Tribunale, sappia che è la Calabria intera ad aver perso un presidio di giustizia. Non solo Rossano e Corigliano. Ecco perché bisognerebbe saper volare più in alto. Anche se per far questo servono capacità. La nostra Città ha sempre reso il suo servizio al territorio, mettendo a disposizione dell’intero comprensorio le sue risorse e la sua indiscutibile strategicità storica e culturale. E non abbiamo bisogno di alcuna stampella. Anzi, ricordiamo al consigliere Russo e ai suoi improvvidi gobbi, che è stato proprio il sindaco Antoniotti, in tempi non sospetti e quando Corigliano era priva di una guida politica, a farsi carico degli impegni e dei programmi di sviluppo che altrimenti avrebbero escluso da ogni finanziamento il territorio d’oltre Cino. Non pretendiamo riconoscenza. Ma un sussulto, affinché tutto il lavoro di anni non vada sprecato per qualche deficienza intellettuale.

Se il cammino verso la fusione, oggi, richiede maggiore decisione lo si deve principalmente alle dinamiche dei tempi e delle nuove contingenze politico-economiche nazionali ed europee. Proseguire in faziosi campanilismi, in un periodo in cui tutto è più omogeneo e corporativo, non è un atteggiamento intelligente né virtuoso. Lo ribadiamo, la delibera per la fusione, è solo un atto politico, che non decide nulla sul piano amministrativo, ma serve a dare consequenzialità a tutto il percorso costruito finora: dai Pisu, al Psa, passando per i Pisl, i Piani locali per il lavoro, la Zona franca urbana e il depuratore consortile. Tutte opere e programmi che risulterebbero vani senza una prospettiva di unificazione delle due Città.