Il ritenuto boss della ’ndrina locale è stato condannato solo per i documenti falsi che deteneva durante la latitanza
Quell’arsenale non era “suo”. E il giudice per l’udienza preliminare della Direzione distrettuale antimafia di Bologna lo ha assolto. Lui è Nicola Acri, 36 anni, alias “Occhi di ghiaccio”, ritenuto dalla Direzione nazionale antimafia quale indiscusso boss a capo della ‘ndrina di Rossano, affiliata al locale di ‘ndrangheta cosiddetto degli “zingari” di Cassano Jonio.

Cinque pistole, tre chili d’esplosivo al plastico e sofisticati detonatori elettronici: l’arsenale era nascosto in un appartamento di Castel Maggiore, nel bolognese.
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