Apprendiamo da fonti giornalistiche che Giovanni Iacoi, assistente della Polizia dello Stato in servizio all’Ispettorato di pubblica sicurezza presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, rischia la sospensione poiché fervente militante del movimento politico de l’Esercito di Silvio.

La richiesta di sospensione proviene da un dirigente del Viminale, di fresca nomina da parte di Renzi, il quale giustifica tale provvedimento alla luce del fatto che vi sia incompatibilità tra la propaganda politica materializzata con l’incarico di Iacoi a coordinatore del Lazio dell’Esercito di Silvio e il rapporto di servizio con l’Amministrazione della Pubblica sicurezza.
La questione è stata sollevata dal leader de l’Esercito di Silvio, Simone Furlan, il quale si è fatto promotore di una giusta battaglia e, in variegate testate giornalistiche, ha dichiarato quanto segue: “…È vergognoso che un dirigente della Polizia di Stato, nominato da Matteo Renzi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, promuova la sospensione dal servizio di Giovanni Iacoi, agente di Polizia dal curriculum esemplare, solo perché iscritto all’Esercito di Silvio. Chiedo a Renzi le dimissioni del dirigente che ha compiuto un simile attacco alla libertà individuale…”.
Il caso Iacoi è approdato anche in Parlamento per il tramite di una interrogazione, depositata lo scorso 29 Luglio, rivolta al ministro Alfano a firma di Brunetta, Boldrini, Jole Santelli e Roberto Occhiuto. Ebbene, sostanzialmente, gli azzurri chiedono al ministro dell’Interno se la richiesta di sospensione sia legittima poiché dal 1990 non sussiste più il divieto per le forze di Polizia di iscriversi a partiti o movimenti politici.
Orbene, a tal uopo, una serie di domande sorgono spontanee: come mai questo alto dirigente del Viminale vuole sospendere Iacoi dal servizio? Come mai tutto questo accanimento nei confronti di chi, in una democrazia liberale, vuole militare in un movimento politico berlusconiano?
La risposta a tali quesiti è semplice e diretta: il becero bolscevismo sovietico, oramai, silente avanza senza sosta e una stolida dittatura si è instaurata e radicata in ogni settore pubblico. I promotori delle libertà individuali, i paladini della giustizia e delle equità sociali hanno seriamente toppato su un problema inverosimile divenuto, indi, un caso nazionale.  
La nostra Carta Costituzionale garantisce, palesemente, anche agli appartenenti della Polizia di Stato la possibilità di svolgere attività politica nei partiti. Limitare, quindi, la libertà individuale a un agente di Polizia di militare in un movimento politico, fuori dall’orario di lavoro, è a dir poco deplorevole e ripugnante.
Forza Italia Giovani Rossano, in conclusione, stigmatizza fortemente la richiesta di sospensione di Iacoi dal servizio e auspica che il ministro Alfano riesca a risolvere la questione nel più breve tempo possibile.

    Forza Italia Giovani Rossano
    – Dott. Antonio Stasi –