Approfittando dell’elezione dell’Avv. Mauro Mitidieri alla guida della sezione cittadina dell’AIGA, al quale comunque vanno i migliori Auguri di un proficuo lavoro, il Sindaco Antoniotti coglie l’occasione e riapre il dibattito sulla questione Tribunale di Rossano. Sia detto, senz’altro s’è trattata di un’occasione persa per tacere ed evitare l’ennesima celebrazione di se stesso e della Sua Amministrazione che fa “acqua” da tutte le parti tranne che nei luoghi dove dovrebbe esserci (l’acqua), cioè le condotte cittadine, come al solito “a secco” giusto nel periodo estivo.

Ma è colpa della Sorical!! In effetti, tornando al tema, la responsabilità è sempre di altri: la carenza idrica, la chiusura del Tribunale, l’indecenza della sanità locale, etc.; mai una volta questo Sindaco ha avuto il decoro di assumersi una responsabilità politica, omissiva o commissiva. Forse che la chiusura del presidio di Giustizia o le sofferenze della sanità e quant’altro non siano anche da ascriversi all’inesistente autorevolezza, in seno alle istituzioni sovracomunali, di questo Sindaco e di Coloro (o Colui) che sono stati protagonisti della recente esperienza governativa di centro destra? Il famoso “asse” ideale (comune-­‐regione-­‐governo nazionale), tanto declamato su ogni palco di questa martoriata Città nel 2011, che avrebbe introdotto Rossano nel paradiso degli enti locali, è collassato su se stesso a causa dell’emarginazione politica e del nanismo istituzionale di questa maggioranza e del loro storico pigmalione. Risultato? Questo Sindaco, assieme ai suoi muti gregari, restituiscono una Città più povera, amputata del Suo storico presidio di giustizia e dei maggiori uffici pubblici che, in passato, hanno contribuito allo sviluppo stesso della comunità. Ma è sempre SOLO colpa di altri! Ci si chiede, allora, a parte partecipare a qualche manifestazione o sbraitare in seno a qualche presidio di avvocati, cittadini ed operatori della giustizia, quali iniziative eclatanti e di spessore ha posto in essere il nostro (si fa per dire) Sindaco al fine di arginare la delittuosa chiusura del Tribunale. Come mai il Sindaco non si è recato davanti a Palazzo Chigi accompagnato dall’intero consiglio comunale, dai Sindaci dei comuni limitrofi e relativi consiglieri, dall’ex on.le Caputo, dall’ex on.le Dima (il quale, pare, sparò nei confronti del Ministro Alfano l’unica cartuccia politica in suo possesso per assicurarsi una comoda poltrona in Regione) e financo del presidente della Regione Scopelliti, tutti muniti di catene e fascia tricolore sì da legarsi a qualche palo di piazza Colonna svolgendo in loco, ad oltranza, anche una seduta straordinaria del Consiglio Comunale? Così, tanto per dare un’idea. Come mai lo stesso Sindaco non ha “consigliato” ai propri concittadini, al tempo delle passate elezioni europee, la restituzione al comune delle tessere elettorali che avrebbe provveduto a stracciare assieme all’intero Consiglio Comunale avanti a Piazza del Quirinale, unitamente alla propria fascia tricolore rispedendo al mittente il ritratto del Capo dello Stato appeso nel proprio Ufficio di piazza SS. Anargiri? Così, tanto per darne un’altra. Al contrario, ancora oggi, a definitiva e conclamata chiusura del Palazzo di Giustizia questo Sindaco ciancia di, testualmente, “non indietreggiare rispetto alle mie (sue) posizioni, attraverso le quali ho sempre rivendicato il sacrosanto diritto alla giustizia dei cittadini di questo territorio”, “continuiamo a rimanere attivi (?) su più fronti per intraprendere ogni utile iniziativa…”, etc., etc. Ebbene, questo è il decalogo del perfetto politichese, un cumulo di parole per intendere tutto e niente, il tipico ciarlare qualunquista, il caratteristico postulato del mediocre politicante, la prova provata della propria ispirazione politica berlusconian-­‐renziana fondata sull’annuncio e sul propagandismo puro. QUALI iniziative (SERIE) ha inteso intraprendere il Sindaco, in che modo è rimasto ATTIVO, quale TRANQUILLITA’ traspare o inducono le parole di questo Sindaco il quale, si rammenta, non più tardi di un paio di anni fa, munito di fascia tricolore e nella più alta istituzione comunale ha solennemente e pubblicamente giurato di dimettersi nel caso di definitiva chiusura del Tribunale. Ebbene, tertium non datur, o il Sindaco è un simulatore nato, un ingannatore professionale oppure il Tribunale è ancora aperto e non se ne accorto nessuno. Tutti sanno quanto il trasparente, virtuosissimo, capacissimo ed autocelebrato posteriore del Sindaco sia incollato alla poltrona che occupa, non fosse altro perché senza quella poltrona non ha null’altro da fare. Senza poltrona, in effetti, non potrebbe spendere i quattrini che ALTRI hanno intercettato per opere pubbliche, non potrebbe procedere a tappare buche e pulire strade sempre negli stessi visibili luoghi, non potrebbe inaugurare rotonde e piazze né più conferire insulsi, inutili e costosissimi incarichi legali nonostante l’affollata presenza di avvocati in comune, taluni peraltro casualmente reperiti all’esterno con una non certa trasparentissima gara pubblica, né sostenere le intemperanze elettorali del vicesindaco così impegnato nell’architettare costosissime serate ed eventi, mondani e non. In conclusione, caro Sindaco, se è Sua intenzione recuperare un briciolo di credibilità politica, tenga fede alla parola data e SI DIMETTA!
Sandro Sapia
Ufficio Stampa – Movimento l’Italia del Meridione
Area urbana Corigliano -­‐ Rossano