Olivo: È lui il vero assente nelle battaglie del territorio
 Nel merito della questione Tribunale il consigliere Trento vaneggia. Complice forse anche il bisogno di creare un posticcio curriculum dell’attività politica (?) svolta negli ultimi cinque anni di opposizione da proporre ad eventuali alleati per una candidatura a sindaco in vista delle prossime elezioni comunali, il capogruppo del partito socialista ha perso la tramontana. Non si spiega altrimenti la violenta ed ingiustificata invettiva contro il sindaco Antoniotti, nata sul nulla.

Piuttosto ci piacerebbe che il consigliere di minoranza, già assessore di una giunta comunale che aveva portato sul lastrico la nostra Città, sulle grandi questioni del territorio stesse di fianco all’Amministrazione comunale in modo propositivo e collaborativo, invece di affidare la sua azione politica e amministrativa solo a qualche inconcludente comunicato stampa piuttosto che alle arringhe in Consiglio comunale. Anche perché finora l’improvvido consigliere Trento, a parte che nella problematica Tribunale nella quale è direttamente interessato per ragioni professionali, è stato vergognosamente assente e latitante nelle grandi questioni territoriali.

È quanto dichiara il capogruppo di Forza Italia, Adele Olivo, replicando alle dichiarazioni del consigliere Leonardo Trento apparse stamani (sabato, 8 agosto) sulla stampa locale. 

Quelle di Trento sono affermazioni allucinanti che offendono il territorio, la Città e anche la classe forense, di cui fa parte, e che ha sempre sostenuto ed invogliato le azioni del Sindaco nella battaglia a difesa del presidio di giustizia.

È chiaro che il capogruppo del Partito socialista in questo periodo e su questo argomento sta facendo solo demagogia. La stessa che, evidentemente, è finalizzata ad un proprio tornaconto elettorale. Addebitare colpe al Primo cittadino per i grandi scippi perpetrati ai danni della Sibaritide dai Governi nazionali che si sono susseguiti negli ultimi cinque anni, soprattutto quelli a guida dello stesso Centro Sinistra di cui Trento è espressione, è ingeneroso.

Noi abbiamo la coscienza pulita.

Non fosse altro perché in tutte le lotte sociali e per la tutela dei diritti dei cittadini, e non solo quella per il Tribunale, siamo stati di fianco alla gente. Senza avere alcun interesse personale. Dov’era Trento quando abbiamo evitato che Rossano diventasse la pattumiera del Meridione? Dov’è nelle continue iniziative promosse, ieri come oggi, dal sindaco Antoniotti e dalla maggioranza di Centro Destra per evitare il totale sfascio del servizio sanitario territoriale? Avete mai sentito il consigliere Trento parlare o occuparsi delle grandi tematiche della mobilità, dei trasporti e della problematica relativa all’ammodernamento della Statale 106? Tutte questioni che continuiamo ad affrontare con grande spirito di appartenenza e nell’interesse della comunità.

Trento, al contrario, ha garantito esclusivamente la sua presenza nelle proteste contro la chiusura del Palazzo di Giustizia. Ma solo perché ne è professionalmente interessato e coinvolto. È così che si fa politica? È così che si pretende di ambire ad amministrare una Città come Rossano? Per noi la questione Tribunale rimane del tutto aperta. Almeno finché ci sarà la minima speranza di trovare soluzioni percorribili che portino alla riapertura del presidio. Nessuno può dimenticare le decine di trasferte a Roma del sindaco Antoniotti, di fianco agli avvocati, per interloquire con i rappresentanti del Governo. E non si è nemmeno sottratto al confronto, rivelatosi un bluff, con l’allora deputato Andrea Orlando, oggi Ministro della Giustizia, nella sede nazionale del Pd. O forse qualcuno dimentica che per un periodo la segreteria del Sindaco è stata insediata proprio all’interno del Tribunale di Rossano, come gesto di protesta. Ecco la serietà, ecco la correttezza di questa Amministrazione comunale. Ed ecco perché il Primo cittadino, per quanto ne possa pensare e dire il capogruppo del Psi, ha avuto ed ha il sostegno della classe forense e della società civile. Mentre Trento, di fatto, si è autoescluso da questa partita.