Ore di angoscia e palpitazioni, nei giorni del nubifragio rossanese, hanno segnato e proiettato i nostri cuori verso uno spettacolo inedito e raccapricciante messo in scena da una furiosa madre natura. La sua ira ha letteralmente paralizzato e messo in ginocchio la nostra Città. Solo attraverso la regia assoluta dei nostri occhi abbiamo potuto filmare scenari agghiaccianti che indelebili si sono cristallizzati negli abissi più profondi della nostra anima.

Girovagando per le strade inondate dal fango, attonito osservavo gli sguardi persi nel vuoto dei miei concittadini e nei loro occhi leggevo un pensiero silente che martellante perseverava le loro menti: “…anni e anni di sacrifici svaniti nel nulla in un attimo…”.
Ebbene, però, solo quando viviamo sulla nostra pelle determinate esperienze ci rendiamo conto della grandezza di madre natura. Solo in quegli attimi roventi possiamo comprendere a pieno le orripilanti immagini viste e riviste in TV di alluvioni e diluvi patiti in altre parti d’Italia.
In quelle immagini cruente che mi si presentavano di fronte, tra macerie e detriti, ho intravisto i rinomati angeli del fango. Cittadini rossanesi e, soprattutto, tanti giovani che all’unisono spalavano ininterrottamente, in un coro vigoroso di solidarietà umana, centimetri di fango per le vie del nostro lungomare tristemente distrutto e devastato. Un popolo completamente ferito nell’onore ha saputo ben coniugare, in questa immane tragedia, elementi essenziali quali la solidarietà, l’orgoglio d’appartenenza territoriale e la voglia di risollevare una Città umiliata dal fango e dai detriti. Il genere umano di fronte alla natura altro non è che un piccolissimo granello di sabbia che al primo soffio di vento si dissolve nell’aria.
Un forte plauso, indubbiamente, va al Sindaco della mia Città, Giuseppe Antoniotti, il quale instancabilmente non ha mai mollato la presa stringendosi sin da subito al dolore patito dai suoi cittadini. Ridondante risuonano nelle mie orecchie le strabilianti dichiarazioni largite dal nostro Sindaco, in una intervista rilasciata all’emittente televisiva Sky Tg24, che testé riporto: “…usciremo anche da questa brutta storia, se voi cittadini mi date la forza e principalmente con l’aiuto di Dio, ricostruiremo la Città e ve lo prometto…”. Il Sindaco, in queste sue parole, ha dimostrato un alto senso di attaccamento alla Città poiché da sempre ha donato anima e cuore al fine di offrire a Rossano una luce intensa e inedita.
Rossano una Città ferita, nel suo orgoglio e nella sua dignità, risorgerà dalle sue più profonde macerie. Rossano, una Città forte nelle sue fondamenta e pilastro di civiltà. Rossano, una Città ricolma di storia, passione e amore. Rossano da questa esperienza, sicuramente, ne uscirà forte, fiera e compatta come non mai.
Da questa triste vicenda auspico, da cittadino rossanese e calabrese, che un forte senso di unitarietà possa concretizzarsi tra le varie istituzioni e i rappresentanti dei diversi partiti politici in modo da far valere, una volta per tutte, le giuste istanze e prerogative di un popolo ferito nell’anima. Rossano non è seconda a nessuno e, perciò, merita di risalire il più alto podio della storia contemporanea e futura. Accoratamente, in questa triste contingenza, con orgoglio largisco un motto da utilizzare quale inno per la rinascita della nostra Città: Rossano Città bella e da amare.