Anche il Ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, e il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, in visita sul luogo dell’alluvione nella città di Rossano. Il Ministro, accompagnato dal sindaco Giuseppe Antoniotti e dal Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio, si è reso conto direttamente della gravità che la “bomba d’acqua” e l’esondazione del torrente Citrea ha causato alle abitazioni della zona marina di Lido Sant’Angelo.

Galletti, dopo il sopralluogo ed aver ascoltato l’appello disperato di tanti cittadini, si è recato presso il centro COM, presso lo stadio comunale “Stefano Rizzo” in cui si trova ubicata la sala operativa e l’unità di crisi, per fare il punto sulla situazione ed affrontare i temi riguardanti l’emergenza che si è venuta a creare dopo il violento nubifragio di mercoledì. Al summit, oltre al Ministro Galletti e al Capo Dipartimento della Protezione Civile Curcio, erano presenti, il sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, il governatore della Calabria, Mario Oliverio, il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Occhiuto, Il Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, il consigliere regionale, Giuseppe Graziano, il sindaco di Corigliano Calabro, Giuseppe Geraci, ma anche diversi funzionari ed i vertici delle forze dell’ordine impegnati sul territorio per garantire sicurezza e assistenza alla popolazione colpita dall’improvvisa calamità naturale. “Disastri del genere in Italia – ha dichiarato il Ministro Galletti – non devono più accadere. In questi casi, più delle volte, c’è la mano dell’uomo, con abusi edilizi e costruzioni anche negli alvei dei fiumi. Mai più condoni edilizi. In Calabria – ha poi concluso Galletti – abbiamo aperto 70 cantieri per 78 milioni di investimenti e ne apriremo, prossimamente, altri 150 per la messa in sicurezza del territorio in modo tale da evitare che, in futuro, si possano verificare episodi del genere.” Proseguono intanto le operazioni di soccorso, tra allagamenti e fango, in cui i Vigili del Fuoco hanno messo in salvo oltre mille persone. Molti, poi, i volontari che, muniti di pale e rastrelli, sono impegnati, insieme ai soccorritori, a spalare il fango nella zona colpita dall’inondazione. Altri volontari, invece, si trovano all’interno del palazzetto dello sport per prestare la loro opera di assistenza agli oltre 500 sfollati.

ANTONIO LE FOSSE