A distanza di una settimana la condizione del territorio ferito dall’alluvione va trovando una via di normalità. Terminata la fase concitata dei primi soccorsi e del sostegno alla situazione di emergenza che si è venuta a creare, le ore che stiamo vivendo sono caratterizzate dall’attenzione individualizzata alle famiglie e alle singole persone.

La Caritas diocesana, gli Scout, l’Azione Cattolica insieme alle Comunità parrocchiali del nostro territorio stanno visitando tutte le famiglie colpite manifestando vicinanza attraverso la distribuzione di beni di prima necessità e di buoni spesa, ma soprattutto ponendosi in ascolto dei racconti e delle testimonianze provenienti dalle vittime dell’alluvione. In questo momento di ripresa ci sembra di vitale importanza metterci in atteggiamento di ascolto per aiutare i fratelli a rielaborare la paura e il terrore di quel giorno ed anche per accompagnare, per quanto è possibile, i giorni futuri.
Crediamo importante ripartire dalle singole persone per ricominciare a tessere relazioni rassicuranti che sono la base dell’essere Chiesa e dello stesso vissuto sociale.
Certamente quanto stiamo vivendo dovrà trovare spazio in una riflessione più ampia ed attenta da parte di tutti gli organi preposti alla tutela del territorio, oggi più che mai diventano attuali e urgenti le riflessioni poste dal Santo Padre nella sua ultima enciclica “Laudato Sì”. Non si può e non si deve, in nome di una autoreferenziale visione della vita, continuare a perseguire atteggiamenti deficitari di una reale attenzione alla persona e all’ambiente. Eventuali logiche speculative devono cedere il passo ad uno sviluppo sostenibile in cui il rispetto del territorio e della vita umana siano prioritari rispetto a qualsiasi altra esigenza o interesse.
Rossano, 18 Agosto 2015