A differenza della dinamica, “in politica spesso ad ogni azione non corrisponde alcuna reazione o al massimo una decisamente stupida”. Potremmo definire con queste parole l’agire amministrativo della giunta Antoniotti, un modus operandi che ha umiliato ogni giorno dal proprio insediamento la dignità dei cittadini rossanesi.

Quegli stessi cittadini, anima della città e prime sentinelle del suo stato di salute, trattati alla stregua di mitomani, dall’attuale maggioranza, quando con spiccato senso civico si sono preoccupati di denunciare le innumerevoli criticità della gestione comunale.

Se l’elenco delle denunce fatte nel pre-alluvione sullo stato dei torrenti e dei sistemi di scolo è stato sviscerato in maniera esaustiva nell’ultimo mese, confermando l’inettitudine del governo Antoniotti, altrettanto grave è la vicenda che riguarda ciclicamente i depuratori. Gli inizi di giugno sono stati costellati dalle denunce da parte di centinaia di cittadini, in special modo della Contrada Seggio, che lamentavano una compromessa salubrità delle acque marine, le quali erano caratterizzate dalla presenza di liquami e odori sgradevoli e al cui contatto molti bagnanti manifestavano reazioni allergiche. A tali denunce rispose in data 26/06/15 l’assessore Chiarello, lo stesso che auspicava la costruzione di un inceneritore come volano per l’economia, parlando di polemiche del tutto fuori luogo e infondate, illazioni atte a generare paura nella cittadinanza e con il rischio di ledere l’interesse turistico per la città e pertanto l’Amministrazione Antoniotti predisponeva gli atti per esporre denuncia contro chi avrebbe procurato un ingiustificato allarme. Eppure nonostante le rassicuranti parole dell’Assessore, velate da un tono minaccioso tipico di questa amministrazione, in data primo ottobre la guardia costiera di Corigliano Calabro ci informava che “nel territorio di Rossano sono stati ispezionati i depuratori nelle località Seggio e Piragineti; poiché il non corretto funzionamento degli stessi causava il deturpamento dei torrenti Coserie e Cino Piccolo, gli impianti sono stati sottoposti a sequestro penale ed affidati alle ditte incaricate della manutenzione per la soluzione dei problemi riscontrati”. Sorge il dubbio o la guardia costiera è un ente sovversivo o l’assessore Chiarello deve delle dignitose scuse a quei cittadini che si sono visti negare i propri diritti e alla cui salute il suo goffo operato ha decisamente attentato.

Proprio lo scostamento dalla realtà, dalla gente e da qualsiasi principio etico, è il naturale epilogo di una legislatura tenebrosa, guidata da un Sindaco incapace di individuare i propri doveri di primo cittadino e a quanto pare anche i motivi per cui la città ogni mese gli versa un generoso stipendio. Alle accuse di sciacallaggio che puntualmente vengono rivolte a chi solleva dubbi sulla consistenza dell’operato della giunta e della maggioranza di centrodestra, rispondo che uno sciacallo per essere tale necessità di una carcassa, ma dinanzi a noi non resta neanche un minuto ossicino bensì la vista di un arido deserto. Il deserto del diritto ai trasporti, alla salute, alla giustizia, alla sicurezza, al lavoro; una desertificazione che l’attuale amministrazione ha accelerato con la mancanza di idee, progettualità, capacità e valori. Un deserto colmo di radici vetuste che da un quarto di secolo infestano la nostra città non permettendo un nuovo inizio. Occorre la semina di nuove idee, di nuovi progetti e di una nuova classe dirigente che sia tra la gente e lavori per la gente. Un progetto fondato su valori etici e morali che da troppo tempo non dimorano nella classe politica locale, che faccia emergere figure di primo piano e non fantocci da qualità pressoché nulli. Un progetto per i rossanesi e per chi a malincuore è andato via, ma ha voglia di ritornare a casa. Un progetto che renderà protagonista ogni rossanese! #perRossanoRicominciodaMe sarà l’hashtag di riferimento che racchiuderà lo spirito di questa nuova avventura per incanalare la nostra città verso un futuro roseo.

Il Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale
Antonio Micciullo