“Fare proclamare subito lo stato di crisi. Questo è la cosa da fare subito per poter aprire un tavolo ministeriale che affronti la drammatica crisi di Rossano esplosa in questi giorni con la protesta eclatante degli addetti alla manutenzione che rischiano gli ultimi posti di lavoro rimasti nella Centrale Enel.  Inoltre proprio domani è previsto un altro infausto evento che segna la definitiva chiusura del Tribunale.

Terminato lo svuotamento dell’archivio saranno riconsegnate le chiavi dell’immobile di quello che fu un glorioso Tribunale, al Sindaco di Rossano.

Due drammatici epiloghi di vicende che hanno segnato e segneranno profondamente la vita della città. Stremata, con decine di attività chiuse, comparti come l’edilizia ed il suo indotto fermi, posti di lavoro persi a centinaia, con la piaga dell’emigrazione dei giovani cui si aggiunge quella dei padri di famiglia espulsi dal mercato del lavoro”.

Questo quanto dichiarato da Tonino CARACCIOLO , geologo ed ex sindaco della città di Rossano, che continua: “Un calcolo sia pure approssimato indica in un milione di euro al mese l’entità del danaro che non circola e non è più disponibile per consumi e risparmio. Un dramma che sta producendo disagi e nuove povertà.

Eppure bisogna immediatamente adottare strategie di emergenza, perché quella sociale è ancora più grave di quella dell’alluvione.

Per il Tribunale, non è sufficiente lo sforzo volenteroso ed encomiabile di alcuni avvocati che stanno seguendo la vicenda con certosino impegno dopo che il Ministro della Giustizia ha insediato una Commissione che verifichi gli effetti della riforma che, con un vero e proprio imbroglio ha cancellato Rossano anziché Paola. Ora deve intervenire la politica intelligente che non va sui giornali o nelle piazze ma cerca i modi per documentare l’inganno ed il malfunzionamento della soluzione adottata. Quella che costa alla comunità ed allo Stato molto più di quanto si voleva risparmiare”.

Conclude CARACCIOLO: “Per la Centrale termoelettrica, una volta chiarito ai tanti che hanno speso fiumi di chiacchiere per soluzioni inesistenti ed improponibili e persino dopo che l’Enel  ne aveva comunicato la chiusura, occorre subito, con il sostegno della regione che in queste vicende è finalmente presente, fare dichiarare lo stato di crisi e trasferire la vertenza al tavolo del Ministero dell’Industria. Si tratterà là di ipotizzare soluzione partendo da un primo investimento propedeutico ad ogni altra ipotesi. Quello destinato alla bonifica ed al risanamento del sito industriale in via di dismissione. Ragioniamo seriamente su queste ipotesi e lavoriamo affinché I NOSTRI PUNTI DI DEBOLEZZA  SI TRASFORMINO IN PUNTI DI FORZA PER FUTURO DELLA CITTA’.