A seguito dell’annullamento delle convenzioni tra l’Enel e le imprese di manutenzione, assistiamo alla protesta di sei lavoratori, saliti su uno degli anelli della ciminiera, per protestare contro il licenziamento dovuto alla chiusura della centrale termoelettrica Enel di Rossano.

Il PD di Rossano è vicino ai lavoratori dell’indotto che, a cinquanta anni di età e prossimi alla pensione, si vedono buttati in mezzo alla strada. Un altro dramma sociale che si va a sommare a quelli già in atto.

Una vicenda annunciata oltre un anno fa, quando l’Enel ha messo la centrale di Rossano nell’elenco dei 23 siti da chiudere.

L’Amministrazione Comunale di Rossano in primis aveva ed ha il dovere di trovare una soluzione; perché non è stata capace di farlo? In che cosa è stata impegnata nei mesi precedenti a problematica in atto?

Cosa ha proposto, a parte l’oscena idea del termovalorizzatore, enunciata dall’Assessore allo sport Federico, nel corso di un convegno sul tema?

Sono stati fermi, ed ecco i risultati.

L’immobilismo è la cosa peggiore, aspettare che gli avvenimenti accadano, incapaci di evitare l’emergenza, senza curarsi del fatto che la gente poi possa trovarsi in mezzo alla strada.

Anche in questa vicenda, come per Sanità, Tribunale, Dissesto Idrogeologico invece che attivarsi per prevenire e governare i problemi, si è arrivati all’emergenza.

Tutto questo non è accettabile!

D’altra parte, l’Enel, che ha avuto interlocutori istituzionali sino all’ultimo incapaci di affrontare la realtà, per quanto scomoda, ora ha il dovere di dire quello che vuole fare di questo sito.

Non basta averlo inserito nell’elenco dei siti da dismettere, ma deve, come per altri siti nella stessa situazione di Rossano, mettere in atto ogni possibile iniziativa al fine di trovare una soluzione in linea con le prerogative del territorio, ora che non è più conveniente produrre energia elettrica.

Come per Alessandria, si sarebbe potuto inserire il sito di Rossano nel concorso di idee FUTUR-E, ovvero nel bando aperto da ENEL per raccogliere e valorizzare proposte degli stakeholder sulla futura destinazione d’uso dei siti non più produttivi.

Ricordiamo che se si fosse prestato ascolto alla nostra proposta di metodo enunciata a mezzo stampa, sia ad ENEL, sia all’A.C., ovvero quella di suddividere il sito in macro-lotti per facilitarne il riutilizzo, oggi questa avrebbe consentito subito il reimpiego della forza lavoro che oggi chiede delle risposte concrete.

Perché l’Enel non programma la bonifica delle aree ricadenti nel sito di Rossano, iniziando da quelle che possono più facilmente essere reimpiegate, nelle modalità già a suo tempo proposte dal PD di Rossano attraverso la Consulta per l’ambiente, il territorio e la protezione civile?

Se non c’è l’impegno concreto alla riconversione d’uso, allora lo smantellamento rimane l’unica soluzione che, oltre a dare lavoro per anni, restituirà un sito al nostro territorio. Nel ribadire la solidarietà ai lavoratori, il PD vuole servire il Pubblico Interesse collaborando ed offrendo proposte concrete alla risoluzione della problematica per il bene del territorio e dei lavoratori.