Pompei 24. X. 2015
In occasione dell’avvio dell’anno pastorale 2015/2016, la Chiesa Diocesana ha iniziato il suo cammino di fede partendo dall’esperienza della visita alla Pontificia Basilica della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei. Questa mattina  S. E. l’Arcivescovo mons. Giuseppe Satriano ha inteso affidare la Chiesa della Diocesi di Rossano-Cariati alla Beata Vergine,

suggellando tale intento con la celebrazione della Santa Messa presso l’altare maggiore della Basilica, a cui hanno preso parte i circa 2000 fedeli provenienti da tutto il territorio della Diocesi per questo momento di preghiera, condivisione e affidamento a Maria. Di seguito si riportano i passaggi salienti dell’omelia di S. E. l’Arcivescovo.

“Carissimi
sono lieto di essere qui, con voi tutti, a rendere grazie al Signore per questo nuovo anno di impegno pastorale che si apre dinanzi.  È questa una grande opportunità di crescita che la misericordia di Dio ci offre per edificare il Regno di Dio e convertire la vita.
Ogni istante che viviamo è opportunità di grazia per ciascuno ma al tempo stesso diviene invito a fare della vita un dono per la salvezza degli altri.
Oggi, noi siamo qui, ai piedi di Maria, perché desideriamo chiedere a Lei, avvocata nostra, la sua intercessione.
La vita personale di ciascuno e quella della nostra chiesa diocesana possano essere vissute con questi sentimenti di apertura del cuore e di affidamento totale alla volontà del Padre, proprio come Lei ci ha attestato con il suo esempio.
La pienezza, la gioia del nostro vivere non sta nel perseguire ostinatamente i nostri desideri ma nella capacità di affidarci allo Spirito di Cristo.
Come Maria, anche noi, siamo invitati a lasciarci abitare dalla presenza del Signore mediante lo Spirito che egli ci ha donato risorgendo dai morti.

Pensiamoci un attimo … la mia vita, fatta di contraddizioni, di peccato, di tradimenti è lo spazio privilegiato che il Signore, mediante il suo Spirito, desidera abitare.

Come credenti, che si lasciano abitare dallo Spirito di Dio, siamo chiamati a interpretare la vita e i suoi movimenti, i suoi segni, non come spettatori curiosi e superficiali, ma sapendo leggere dentro le situazioni, animati dallo Spirito che abita in noi.
Come nella parabola del fico, anche noi, siamo invitati a saper “coltivare” la vita, lavorandoci intorno perché porti frutto.
Il dono dello Spirito non ci mancherà ma è necessaria anche una volontà di conversione, una decisione forte del cuore che si decida per il Signore e il suo amore.
Ecco il senso di un anno pastorale che mediante la scansione dell’anno liturgico, con le sua varie tappe, ci conduce alla consapevolezza di un impegno per rinnovare la vita che il Signore ci ha donato.
Un impegno proteso a sciogliere quella durezza dei cuori e quell’orgoglio che ci impediscono di essere fecondi e fruttuosi, che ci impediscono nell’essere persone e comunità accoglienti, ospitali.
Un impegno, dunque, non solo per noi stessi ma anche per le realtà che abitiamo e nelle quali la nostra vita è chiamata ad essere lievito, sale, luce.
L’anno che si apre dinanzi sarà il primo di un triennio che vivremo guidati dal racconto evangelico dei discepoli di Emmaus che, scappando via delusi da Gerusalemme dopo la resurrezione, incontrano per strada il Risorto non riconoscendolo. Gesù si pone accanto, li accompagna, spiegando loro le scritture, aiutandoli a comprendere il senso della risurrezione, sino a rivelarsi loro, a cena, nello spezzare il pane. È allora che l’incredulità lascia il posto alla fede e i due discepoli, impauriti e delusi, diventano testimoni del Risorto tra gli uomini.
In questo anno metteremo al centro della nostra attenzione l’ascolto della Parola, dalla quale desideriamo partire per ridare slancio alla vita personale e ai nostri percorsi comunitari di fede.
Alla luce del brano di Emmaus, riprendiamo dunque il nostro cammino e realizziamo opportunità di vita ecclesiale dove l’ascolto della Parola divenga:
– incontro con il volto misericordioso del Padre che guarisce, illumina e salva;
– incontro con il Figlio che incoraggia ad essere, per le strade del mondo, cantori gioiosi del suo amore, segno di speranza per i disperati della vita e per l’umanità;
– incontro con la forza dello Spirito che infiamma e gonfia le vele della vita.” (dalle linee pastorali 2015/16).
Chiedo a Maria di proteggere e accompagnare questo nostro cammino. Ai suoi piedi deponiamo con fiducia le preghiere dei nostri cuori.
Amen