Antenna sulla Torre dell’Orologio, l’Amministrazione replica ai Verdi: “Canone confermato nel 2009 da Filareto, che sostenevate”

È evidente che lo stress pre-elettorale  ha già preso il sopravvento tra le fila del movimento cittadino dei Verdi. Così tanto, però,  da indurlo in un grossolano errore. Attorno alla torre dell’orologio di piazza Steri, nel Centro storico (e non nel borgo collinare!), sul quale il Governo Antoniotti ha avviato numerosi progetti  di sviluppo e diverse opere di riqualificazione sostanziale, non si sta consumando alcun mistero.

La Giunta comunale ha solo ratificato, agli stessi patti e condizioni, un contratto con un’azienda telefonica, sottoscritto nel 2003 e confermato nel 2009 dall’allora Amministrazione di Centro Sinistra, sostenuta proprio dagli stessi movimentisti che oggi gridano allo scandalo.
 
L’Esecutivo cittadino replica, precisa e rassicura la cittadinanza rispetto alle “preoccupazioni” esternate dal movimento ambientalista dei Verdi-Rossano, riportate stamani (sabato, 24 ottobre) sulla stampa locale, in merito ad una fantomatica nuova installazione di  ripetitori telefonici sulla torre di piazza Steri, tra i principali monumenti della Città del Codex.
 
Non è stato fatto altro che ratifica tout court un contratto già esistente e sottoscritto, a seguito di una delibera di Giunta comunale, nel lontano 2003, con un’importante azienda che fornisce servizi di telefonia mobile. Una convenzione onerosa che è stata rinnovata d’ufficio nel 2009, quando all’epoca i Verdi erano forza di Maggioranza, e che sarà reiterata, con le medesime clausole,  a seguito della delibera 322/2015. Che ha solo emanato un atto di indirizzo per procedere alla sottoscrizione del rinnovo contrattuale da parte degli uffici. Non solo, proprio per tutelare la salute ed il decoro del monumento, è stata specificato finanche la natura dell’impianto che non potrà essere differente da quella che ormai da 12 anni alberga in maniera invisibile sulla torre. 
 
Insomma, la miopia del 2009 dei Verdi, all’epoca silenti, si è trasformata magicamente in ipermetropia che ha, però, generato una magra figura. 
Il contratto, dicevamo, che sarà sottoscritto nei prossimi e giorni includerà clausole di salvaguardia del patrimonio artistico culturale e non consentirà nessuna ipotesi di eventuali nuove installazioni tecnologiche invasive che possano deturpare la Torre e che, soprattutto, possano creare rischi concreti alla salute dei cittadini. Tra le altre cose, il rispetto dei limiti delle emissioni elettromagnetiche è di competenza dell’Arpacal che, senza dubbio, vigilerà su eventuali ma improbabili sostituzioni dell’impianto. 
Dunque, l’Amministrazione comunale, ancora una volta, ha tutelato i diritti dei cittadini. Posto che, l’incessante necessità quotidiana di utilizzo dei sistemi di comunicazione, in tasca ad ogni cittadino, la trasmissione dati e le telecomunicazioni pur facendo parte del vivere quotidiano, non possono andare a distruggere o deturpare l’ambiente e tantomeno il patrimonio storico.