“Non continuate ad essere gli artefici del mancato sviluppo del territorio”

Se un romano ci impiega un’ora di “trenino” a sei euro per raggiungere l’aeroporto di Fiumicino e un milanese un ora e mezza, a dodici euro, per arrivare a Malpensa, peraltro in provincia di Varese oppure cinque euro per spingersi a Bergamo-Orio al Serio, perché un cittadino sibarita non può godere del sacrosanto diritto di raggiungere l’aeroporto più vicino in tempi ristretti?
Si potrebbe fare. Si può fare!

Premettendo che la mobilità dei cittadini è uno di quei diritti inviolabili e che – come sanità e giustizia – da queste nostre parti non sappiamo cosa sia, crediamo sia giunto il momento di “battere i pugni”. Sì, sui tavoli che contano e decidono. Magari facendo leva su chi, quando era presidente della Provincia predicava bene ed ora che si trova a gestire un’intera Regione, speriamo non si dimentichi della Piana di Sibari. Cosa che puntualmente accade a tutti quelli che occupano la poltrona più importante di Palazzo Campanella. 
Si può fare, dicevamo. Grazie ai Por 2014-2020. L’Unione Europea ha, infatti, previsto una spesa di 223.520.321 di euro per i sistemi di trasporto sostenibili. 
Immaginiamo i viaggiatori sibariti del 21° secolo, con a disposizione una metropolitana di superficie, che faccia spola fra le stazioni ferroviarie di Sibari e Crotone Sant’Anna. Immaginiamo cinque fermate: Sibari, Corigliano, Rossano, Cariati, Crotone lungo i 110 chilometri di strada ferrata in 40/50 minuti. Misceliamo il tutto con la volontà politica di “fare” ed ecco che una semplice ed anche un po’ banale idea può divenire realtà. 
Ci sono i soldi: basterebbe poco per tramutare un sogno in realtà e permettere agli oltre 200 mila abitanti della Piana di Sibari di raggiungere l’aeroporto più vicino in tempi ragionevoli. Perché purtroppo, è quadretto familiare di tutti i giorni quella di doversi recare a Lamezia, accompagnare qualcuno e tornare a Rossano. “Pronto, sono appena arrivato a Roma e tu dove sei? Allo svincolo di Tarsia!”
Non ne possiamo più di questa realtà: diritto che come tutti gli altri ci viene strappato via a vantaggio di altri territori, semplicemente più forti politicamente. Siamo stanchi di sentirci cittadini di serie C! 
Per questa ragione chiediamo con forza e grande determinazione al presidente della Regione quali siano le sue intenzioni in merito, rammentando che l’allora Consiglio provinciale da lui presieduto aveva approvato, all’unanimità, un documento per la mobilità sullo Ionio nel quale si prevedeva metro leggera, per l’appunto, e aeroporto della Sibaritide. In proposito vogliamo rammentare che il progetto “metro leggera” è stato inserito nella richiesta per la programmazione dei fondi Por ’14-’20 grazie all’iniziativa di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale che è riuscita a mettere d’accordo i sindaci dello Ionio da Sibari a Crotone, insieme agli allora presidenti delle Provincie di Cosenza e Crotone.
Bando alle ciance ed ai “sogni”, dunque. Invitiamo Mario Oliverio a prendere posizione. Una volta per tutte! In campagna elettorale tanto aveva sbandierato il progetto “metropolitana leggera Sibari-Crotone”, poi attraverso un accordo firmato con Trenitalia aveva già ottenuto l’acquisto di due locomotive ad alta velocità da destinare alle ferrovie ioniche. Se non sarà capace di offrire risposte certe ai cittadini, ad un gran numero di cittadini – il più grande della provincia più grande della Calabria (pardon per il gioco di parole ma rendiamo il senso) – beh, dovrà trarne le dovute conseguenze. 
Di quei 223 milioni disponibili, a noi ne basterebbero 23 per il progetto metro. Col resto fateci quel che volete, ma non continuate ad essere gli artefici del blocco dello sviluppo del nostro territorio!

Ernesto Rapani
Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale