Ai domiciliari per motivi di salute. Il capo indiscusso del Locale jonico, condannato definitivo a ben tre ergastoli, oggi ha 76 anni
È tornato da alcuni giorni nella propria abitazione di Schiavonea, la Marina di Corigliano Calabro, nel Cosentino, l’irriducibile superboss della ‘ndrangheta jonica Santo Carelli. Già. Dopo quasi ventitrè anni trascorsi ininterrottamente in carcere, dapprima ad Ascoli Piceno e poi nel penitenziario di Rebibbia a Roma, dal 18 settembre del 1996 in regime di 41-bis.

Ma a disporre la scarcerazione di Carelli sono stati i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Sulmona, in Abruzzo. Nel cui carcere, Carelli, per motivi di salute, ha trascorso l’ultimo breve periodo di detenzione dal momento che quella struttura penitenziaria dispone d’alcune specialità mediche adatte alle cure del suo caso.
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