Le riflessioni che seguono sono frutto di una riunione urgente di Partito convocata alla luce di quanto accaduto, riunione cui non ha potuto presenziare la neo dirigente nazionale Romano per altri impegni inderogabili. I notai vanno di moda, è evidente. Analizzando la cronaca politica degli ultimi mesi ci accorgiamo del fatto che siamo arrivati ad un punto forse di non ritorno della politica,

un punto pericolosissimo in cui i luoghi deputati al confronto e alla battaglia politica sono stati sostituiti in tutto e per tutto dalla carta bollata, dai raduni di consiglieri comunali che certificano con una firma la fine di un’esperienza amministrativa privando i cittadini e l’opinione pubblica del confronto democratico e della dialettica politica. Cadono giunte e sindaci senza passare dai Consigli comunali, nelle asettiche sale dell’ufficio di un notaio, in riunioni quasi “carbonare” di cui poi si viene a sapere dalla stampa il giorno successivo. E’ accaduto a Roma, di recente nella vicina Cassano e adesso anche nella nostra Rossano. A prescindere dalla connotazione politica di Antoniotti e della sua maggioranza riteniamo che quello che è accaduto sia inqualificabile. Accordi sottobanco non possono sostituirsi alla politica e sminuire la dignità delle istituzioni cittadine che vengono così totalmente esautorate da qualsiasi funzione. Siamo francamente indifferenti verso le motivazioni del centrodestra locale, tutto preso da una faida interna provocata probabilmente da sgomitanti fazioni in cerca di visibilità. Abbiamo invece qualche riserva sull’operato dell’opposizione di centrosinistra per il semplice fatto di non aver concordato collegialmente la decisione di dimettersi. Una scelta del genere avrebbe dovuto essere discussa con tutti gli interlocutori e invece ci siamo trovati dinanzi al puro e semplice dato di fatto. E per noi che crediamo alla collegialità, abbiamo riunito il partito anche per discutere modi e toni di questo comunicato stampa, la mancata discussione politica è un vero e proprio errore. Siamo altresì preoccupati da un possibile intervento della Procura sui metodi utilizzati per arrivare a queste dimissioni dei consiglieri, intervento che sarebbe una vera e propria pietra tombale sulla credibilità della politica rossanese. Siamo infine convinti che bisogna voltare pagina al più presto dopo questa buia parentesi e ricondurre la discussione all’interno della città sui binari dei contenuti, della concretezza, della buona politica. I cittadini rossanesi di sicuro hanno capito, anche alla luce di quello che è successo alla giunta Antoniotti, quali siano gli interessi che si muovono dietro la politica, interessi che non guardano in faccia nemmeno all’appartenenza politica. E così è stato negli ultimi trent’anni. C’è bisogno di pulizia e moralità, stiamo lavorando per questo e siamo sicuri di avere l’appoggio della maggioranza dei rossanesi.

Ciccio Ratti – Verdi Rossano