A sinistra si affilano le armi: le ex opposizioni consiliari contro Caracciolo

Fatti e misfatti. Giochi di potere, mosse e contromosse su una scacchiera, prove di forza. A destra, ma anche a sinistra.

La storia insegna che i “golpe” sono sempre esistiti, perché così qualcuno definisce l’operazione dimissioni che di fatto hanno condotto allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale.

Una storia che non insegna nulla ma che si ripete se si rammenta l’epilogo dell’Amministrazione Orazio Longo, altro governo di centrodestra conclusosi, anche quello, a qualche mese dalle elezioni con le dimissioni di un gruppo di consiglieri comunali a lui fidi.

La “caduta” del sindaco Giuseppe Antoniotti, in questi giorni, non può non far discutere. Per modi e tempi utilizzati. La sensazione è che parte della città non abbia ben digerito questa “operazione”, sembrata quasi una punizione per aver annunciato che si sarebbe ricandidato con o senza l’apporto del suo partito, Forza Italia.

Conclusioni, queste che si traggono soprattutto leggendo i commenti di quell’agorà virtuale qual è oggi Facebook, social network ormai utilizzato per discutere e confrontarsi su tutto. Anche lo stesso Antoniotti si è lasciato andare a qualche considerazione sul social: “Il 15 novembre 2015 passerà alla storia della città come la giornata dell’infamia”.

“Perché – scrive Antoniotti – sfiduciare un Sindaco a pochi mesi dalle elezioni e per di più all’indomani che lo stesso aveva annunciato la sua intenzione di volersi ricandidare?”

Anche l’ormai ex sindaco, quindi, percepisce questa operazione come una specie di penitenza da pagare per aver “messo le mani avanti”.

Il “golpe bianco”, insomma, ha mosso qualche coscienza. La città sarà chiamata, fra l’altro, a sfide importanti alle quali dare un seguito, nei prossimi mesi. Pisl, Psr, Psa, quindi fondi e strumenti urbanistici da seguire da vicino utili a disegnare il futuro prossimo di Rossano. Lo spauracchio è che il commissariamento potrebbe penalizzare tutta una serie di scelte decisive per la comunità.

Che sia stato sindaco di Rossano nel peggior momento della storia della città, tuttavia, è fuor di dubbio. Antoniotti si è trovato fra capo e collo, non di certo per sue responsabilità, le questioni tribunale, sanità, rifiuti, Enel, alluvione. Una mazzata dietro l’altra che avrebbe piegato molti. A Giuseppe Antoniotti, ad esempio, i precari rossanesi come una buona fetta della cittadinanza forniscono l’onore delle armi. 

 

CENTROSINISTRA. Armi che stanno affilando anche dall’altra parte della staccionata. A colpi di comunicati stampa giungono gli attacchi dei gruppi di minoranza a Tonino Caracciolo, uno dei candidati a sindaco dell’area. Caracciolo aveva condannato anch’egli l’operazione, sottolineando come i gruppi di opposizioni si siano prestati al gioco “di qualche stratega di destra”. Piccata la replica dei sei consiglieri di minoranza dimessisi insieme ai sette di maggioranza e gruppo misto, all’indirizzo dell’ex sindaco e politico navigato, definito “il nuovo che avanza, buono per ogni stagione”.

La sensazione che si respira in città, ad appena 5-6 mesi dalle amministrative, è che il peggio debba ancora venire.

Luca Latella