Antoniotti: Non si era ancora completato l’iter amministrativo
 Se le luminarie natalizie per le vie del Centro storico e dello Scalo sono spente non è sicuramente per un atto di ripicca nei confronti di nessuno. Anzi! E i motivi sono tutt’altro che da ricercarsi in paventate ed ammiccate rivalse. Perché, poi? Ho solo ricordato al Segretario generale del Comune – e nella lettera è espresso chiaramente – che l’accensione delle luminarie non poteva essere autorizzata da nessuno, se non dal Commissario prefettizio previo il completamento dell’iter amministrativo, interrottosi a seguito dello scioglimento del Consiglio e della Giunta comunale. Cosa c’è di anomalo in questo? Dove sta lo scandalo?

È quanto chiarisce Giuseppe Antoniotti intervenendo e precisando rispetto alla polemica imbastita sulle luminarie natalizie, apparsa stamani (sabato 28) sulle pagine del Quotidiano del Sud.

Credo – dichiara Antoniotti – che la questione sarebbe stata molto più chiara e senza alcun tono polemico se chi, nella stesura dell’articolo, si fosse soffermato a leggere il contenuto della lettera protocollata all’Ente lo scorso mercoledì 25 novembre e indirizzata al Segretario generale (e non al Commissario!). Perché i fatti sono chiarissimi. In quanto nella serata di martedì 24, nello stesso momento in cui il Viceprefetto Lombardo si insediava in Comune, qualcuno – e non possono essere stati gli uffici, considerato che non c’era ancora alcun atto deliberativo – ordinava l’accensione di tutte le luminarie. Tra l’altro, in un contesto del tutto anomalo. In quanto, a memoria d’uomo, non si ricorda che si sia mai dato inizio alle atmosfere natalizie nel mese di novembre, dedito alla memoria dei defunti. Le stesse luminarie, inoltre, erano già state installate per le vie del Centro storico e dello Scalo sulla scorta di una contrattazione, fatta sulla base di preventivi, ma ancora in attesa di essere ratificata dalla Giunta, insieme all’intera programmazione natalizia. Quindi, ufficialmente non autorizzata.

C’è stato, dunque, – come ho scritto nella lettera al segretario Middonno, in mano all’articolista, che ha creduto bene però di non riportare il passaggio saliente – , “un anomalo susseguirsi di eventi, non supportati da un appropriato iter amministrativo e contabile, sui quali si invitava ad effettuare un’opportuna verifica che accertasse modalità operative e relative responsabilità, soprattutto al fine di evitare l’insorgenza di posizioni debitorie derivanti dall’affidamento di servizi senza copertura finanziaria”. Già, perché con l’accensione impropria delle luminarie senza il dovuto e doveroso completamento dell’iter amministrativo, che si sarebbe concluso con l’approvazione di una delibera di Giunta, non solo si sarebbe potuto creare un debito fuori bilancio quanto, in modo del tutto illegittimo, avrei rischiato ripercussioni penali, posto che tutte le funzioni politico-amminsitrative sono decadute nel momento in cui è sopraggiunta la nomina del Commissario prefettizio, lunedì 23 novembre. Dunque – conclude Antoniotti -, nessuna anomalia, nessun contrasto, nessuna ripicca! Ho solo tutelato il mio ruolo di amministratore attento, premuroso e responsabile, e salvaguardato le casse del Comune. Nulla osta che il Commissario, qualora lo ritenesse opportuno, possa approvare il programma e riaccendere, così, le luci!