Tra manifestazione di piazza e denunce, quella di ieri mattina davanti all’ospedale di Rossano, non è stata di certo una mattinata normale.

Sin dalle prime ore del mattino centinaia di cittadini hanno stazionato nei pressi dell’ingresso rispondendo all’invito a manifestare da parte del laboratorio politico “Officina Jonio Italia”.

 

L’intento era quello di salvaguardare ciò che resta di un già precario servizio sanitario, dopo i dissennati tagli, e di sensibilizzare il presidente della Regione, Mario Oliverio ed il commissario alla Sanità, Massimo Scura affinché forniscano risposte certe e nel più breve tempo possibile, a proposito dello spauracchio legato al possibile trasferimento del reparto di Chirurgia.

Tre, quattrocento manifestanti all’incirca, sono bastati per ricevere le prime “buone” notizie: gli organizzatori sono riusciti a fissare un appuntamento con Oliverio e Scura “entro la prossima settimana”. Insomma, i due dovrebbero recarsi a Rossano e fornire spiegazioni prima di Natale.

La telefonata è stata ricevuta da Ernesto Rapani, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e candidato a sindaco alle prossime amministrative di primavera. Di candidati, ne erano presenti altri, oltre al consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Giuseppe Graziano. C’erano Tonino Caracciolo, Flavio Stasi, Francesco Marincolo e Rapani, appunto. Tutti con ambizioni di scalata a Piazza Santissimi Anargiri.

Non erano presenti, però, gli altri, dai grillini alle altre formazioni di centrosinistra (Pd su tutti), probabilmente perché la manifestazione è stata organizzata da un officina politica vicina a Fratelli d’Italia. Una sconfitta, questa, se si vuole, perché il “bene comune” dovrebbe essere super partes ed interessare indistintamente a tutti  e non da collocare fra vessilli o colori politici. Ma tant’è.

Durante la manifestazione hanno preso la parola moltissimi cittadini: tra racconti tragici legati a casi di presunta malasanità, Ernesto Rapani e Tonino Caracciolo ne hanno approfittato per presentare regolare denuncia presso il posto di Polizia del “Giannettasio”. Nell’esposto scritto i due rappresentanti – Rapani che si presenterà sotto l’egida di Fratelli d’Italia-An e Caracciolo che sarà appoggiato da liste civiche tendenzialmente a sinistra – chiedono di “poter accertare immediatamente la mancanza di materiali  necessari che servono per operare”.

Ai due, in sostanza, risulta la “mancanza di fili di sutura e altro materiale idoneo a svolgere le prestazioni che riguardano soprattutto il reparto di chirurgia. Ove risultasse vero ciò che abbiamo denunciato – proseguono – chiediamo che vengano accertate le responsabilità di tale situazione”.

Rapani e Caracciolo rincarano, poi, la dose, evidenziando anche che – riporta ancora la denuncia – “il laboratorio analisi nel mese di agosto è stato interessato da un incendio che ne ha determinato la chiusura, in un primo momento temporanea, per poi essere definitiva qualche tempo dopo. Ci risulta che la porta di accesso allo stesso laboratorio sia stata murata e che molte analisi siano effettuate presso l’ospedale di Corigliano”.

Situazioni, ove rispondessero al vero, alquanto incresciose che di certo aumentano esponenzialmente le problematiche già denunciate dal Quotidiano nelle scorse settimane.

Luca Latella