Costituito in città il “Comitato “Sa.Ter” (Comitato Sanità per il territorio). Mossi dal diritto alla salute costituzionalmente garantito (l’art. 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”), a breve il comitato chiederà un incontro al nuovo direttore generale dell’Asp, Raffaele Mauro.

 

In una nota diramata, i rappresentanti che hanno costituito il Comitato Sa.Ter (Z. Accroglianò, A. Aiello. G. Aloisio, C. Arcovio,. F.Abbruzzese, A.R. Cicolini,. L. Cloro, F. Console, N. Golluscio, S. Licciardi, G. Luberto, P. Mingrone, C. Montagna, F. Nicoletti, A. Pescatore, G. Russo, N. Scalise, G. Zicarelli, G. Zumpano), hanno spiegato cosa intenderanno chiedere al neo diggì dell’Azienda sanitaria provinciale.

“A brevissimo – si legge nella nota – il Comitato chiederà un incontro col neo nominato Direttore Generale al quale proporrà alcune improcrastinabili misure da attuare subito, quali l’utilizzo totale delle infrastrutture (anche di gran pregio) già esistenti sul territorio e che abbisognano di urgenti interventi per renderli igienicamente e tecnologicamente adeguati e funzionali; l’utilizzo di tutto il personale medico e paramedico esistente, comunque da rimpinguare in tempi brevi, riequilibrando un rapporto sfasato che vede più amministrativi e operai generici rispetto a medici e paramedici anche attraverso il recupero imboscati e lavativi; la razionalizzazione delle risorse eliminando gli sprechi (vistosi) causati da un intollerabile uso, il più delle volte con un girovagare a random, per consulenze, esami diagnostici e ricoveri presso strutture lontane e fuori regione a cui si dovrebbe ricorrere eccezionalmente ed in caso di prestazioni di alto livello sanitario presso le strutture di eccellenza; la sostituzione immediata di apparecchiature obsolete (che oltretutto costano un occhio della testa per manutenzione) con nuove e di ultima generazione: strumenti imprescindibili per un’assistenza sanitaria efficiente e completa; l’abbandono di logiche clientelari, dettate da interessi di partito o di casta e di gruppi di potere, avendo di mira solo la capacità ed il merito di ciascuno e favorendo nuove e fresche risorse professionali e scientifiche; l’immediata eliminazione di quelle vergognose liste d’attesa (lunghe mesi o anni) per visite specialistiche ed analisi diagnostiche, create solo per favorire strutture sanitarie ed ambulatori privati a cui spesso sono legati gli stessi professionisti dell’azienda spinti da interessi non leciti. Le richieste nuove vanno esaudite nell’arco di una settimana”.

 

I promotori, inoltre, hanno fatto sapere che il Comitato “è aperto a tutti e già si registrano diverse centinaia di adesioni. Vengono categoricamente esclusi candidati ed esponenti politici e di partito nonché tutti coloro che, a parere insindacabile dei promotori, possono essere motivati da interessi particolari e personali. Lo scopo del Comitato (sorto per la disastrosa e agonica situazione della sanità, infartuata in tutta la sua area territoriale, notoriamente popolosa prosperosa e storicamente la più civile della Calabria) – hanno concluso – è quello di porre rimedio ad una emergenza sanitaria grave, quoad vitam per l’ammalato. Non ci interessano le incomprensibili ed esterofile sigle e formulette né i fantasiosi e irrealizzati progetti (comunque irrealizzabili da qui a qualche lustro)”.