“Codex, estate lunga, eventi e fusione, Rossano riparta da qui

Giacca blù, pantaloni di velluto bordeaux, mocassini e tabarro sulle spalle. Lo si vede passeggiare amabilmente fra le vie e le viuzze del centro storico, alla ricerca del bello, oppure fra i tanti palazzi nobiliari e la Cattedrale Santissima Achiropita, ma senza Codex Purpureus Rossanensis perché ancora in restauro (a proposito, sarebbe interessante capire quando uno dei primi manoscritti al mondo farà ritorno a casa sua).

Vittorio Sgarbi si presenta così a Rossano, fra una schiera di amici, l’addetto stampa e senza peli sulla lingua. Come la solito.

Ospite di Stefano Mascaro a “Casa Solares” ed al ristorante “L’aranceto”, si concede per qualche chiacchiera in attesa della cena. Gli chiediamo se abbia qualche consiglio per tutelare e promuovere il grande patrimonio artistico, architettonico e culturale della città; ci promette che tornerà a fare da testimonial per il ritorno del Codex e chiude con la fusione dei comuni di Rossano e Corigliano.

“Quale consiglio darei? Rossano rientra nella logica dei luoghi interessanti – dice subito Vittorio Sgarbi – dal patrimonio molto ricco, purtroppo disertata per colpa di quelli che se ne occupano. E’ una città ordinata ma sarebbe necessaria una operazione di promozione attraverso l’estate lunga, attività di rilancio, palazzi che ospitano eventi. Mi sembra che fra le città della Calabria, sia quella che ha più vocazione turistico-culturali di tutte”.

Fra le potenzialità, certamente legate al Codex. “Ecco – aggiunge – basta quello per rendere Rossano un luogo capitale essenziale, poiché ospita una delle testimonianze del passato dell’uomo più importanti. Il suo ritorno sarà un occasione da non perdere per il rilancio della città: in Calabria non c’è cosa più importante del Codex e dei Bronzi”.

Avrebbe voluto avere più tempo per proseguire il giro nel centro storico fra i tanti e splendidi palazzi nobiliari, alcuni dei quali, dice, “ben tenuti”. “Sono venuto per visitare l’azienda Amarelli, i palazzi  ed ho scoperto, a Mandatoriccio, la Torre dell’Arso, altro luogo suggestivo. Singolare – aggiunge – che resti senza la possibilità di utilizzo, col mare vicino, ma sul quale si affacciano villette figlie di una speculazione edilizia inutile e talmente brutta da far perdere l’integrità dei luoghi nei quali non si ha più voglia di andarci. Il vantaggio di Rossano è che il suo centro storico ha mantenuto quell’integrità dalla quale ripartire”.

Il mancato sviluppo industriale degli anni ’60 e ’70, secondo Sgarbi, oggi rappresenta un vantaggio perché “la rende pronta a scavalcare una situazione negativa per approcciarsi ad un grande turismo”.

“Ho letto della fusione dei comuni di Rossano e Corigliano. Bene – termina il buon Vittorio – è, di per se, una notizia che fa parlare, perché se alcuni esempi di buon governo partono dalla Calabria, si innesta un meccanismo di attenzione e curiosità che può essere utile anche per la loro conoscenza. Favorirei l’operazione, fa capire che il comprensorio offre cose notevoli e che tende a ridurre il potere burocratico amministrativo sul quale si è costruita l’economia del meridione”.

Saluti finali. “Tornerò quando con il Codex, magari come testimonial. Ah, dimenticavo, salutatemi Oliverio”.

Ecco fatto.

Luca Latella