“Se vinco, la mia indennità di sindaco va sempre in beneficenza”

Lo avevamo lasciato tre mesi fa, in quell’uscita pubblica dopo tanto tempo, e lo ritroviamo oggi con lo smalto d’un tempo.

 

Giuseppe Caputo, nella conferenza stampa in cui annuncia ufficialmente la sua candidatura a sindaco, supportato dalla coalizione civica “La certezza del fare” composta da due liste civiche (Progetto comune con Caputo sindaco e Caputo per Rossano), ritrova la verve che lo ha sempre contraddistinto. E leva dal cilindro la sorpresa che non ti aspetti: “Se vincerò le elezioni devolverò l’indennità di sindaco ai servizi sociali, ad associazioni e famiglie bisognose”. Una presa di posizione importante, molto apprezzata dal parterre che si è lasciato andare ad un lungo applauso ad un certo punto dell’incontro con i media nel quale motivare la sua scelta.

Diretto, concreto, schietto, con lo sguardo rivolto al futuro ma anche pungente alla bisogna, si presenta davanti ai rossanesi spiegando la sua discesa in campo. “Dopo aver riflettuto, pensato, sentito tante cose, ritenevo che ci si potessero fermare le polemiche. Ho tentato nelle mie possibilità – dice Giuseppe Caputo – di riunificare il centrodestra, certo non a tutti i costi perché chi mi conosce sa che non sono aduso a intrallazzi e trasversalismi. Mi sono guardato attorno ed ho capito che non c’erano le condizioni di una riunificazione. Qualcuno si è permesso il lusso di dilapidare un patrimonio costruito in tanti anni. Lo si è disperso tra ambizioni personali e cattiverie. Non potevo stare alla finestra in un momento delicato e particolare della città, gravata da tanti problemi irrisolti, col rischio del predissesto, la fusione alle porte. Negli ultimi 4 anni e mezzo invece – prosegue Caputo nemmeno troppo velatamente – qualcuno si è pianto addosso ed ha tradito un progetto sul quale avevamo lavorato insieme. Il vittimismo di oggi, di chi non sa dire nulla e sostiene solo di aver saputo gestito l’alluvione, non è tollerabile perché  quello è il dovere di un amministratore, non un distintivo. Quando ho ritenuto che non potesse fare il sindaco, mi ha giurato odio eterno”.

L’ex sindaco spiega poi di  essere spinto dalla voglia di sempre, l’entusiasmo, la passione ed il sorriso. Ricorda, qua e la, quanto ha fatto in tredici anni di governo, dal ripristino della legalità attraverso le demolizioni di contrada Zolfara alle opere pubbliche che hanno cambiato il volto della città. Parla di progetti mentre la sala della delegazione comunale è tappezzata da grandi manifesti che illustrano le idee per il futuro.

Sempre a proposito di legalità, poi, non le manda a dire. “Tutti sappiano – tuona Caputo – che dovranno fare i conti con me, che vinca o che perda. Qualcuno stia attento a come agisce, non è escluso che nei prossimi giorni possa chiedere un appuntamento alla Procura perché le azioni intimidatorie nei confronti degli elettori non possono essere consentite”.

Ha la coscienza a posto perché sostiene di non essersi risparmiato e di aver avuto la capacità di ascolto ultimamente negata ai rossanesi

Conclusioni legati ai progetti e le idee per la Rossano che verrà, con un focus sui grandi temi, la sanità, la riqualificazione dell’Enel, il tribunale, sul quale, dice “continueremo a batterci senza mollare e tenendo alta l’attenzione”.