“Il vecchio e il bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera; la polvere rossa si alzava lontano e tutto brillava di luce non vera; l’immensa pianura sembrava arrivare fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare; e tutto d’intorno non c’era nessuno solo il tetro contorno di torri di fumo…”;

Il mare era grigio, era triste e ribelle e tutto infestato da grandi trivelle; le navi e le torri maleodoranti, solcavan le onde con grandi tiranti; uragani violenti e giornate di vento, tutta la pianura era un grigio cemento; fin sulle colline avean costruito, il vecchio paese un lontano ricordo, e nella montagna il paesaggio era fosco, avean lasciato solo un languido bosco….”.
“…E il vecchio diceva guardando lontano, immagina questo coperto di grano; immagina i frutti, immagina i fiori, e pensa alle voci e pensa ai colori; e in questa pianura, fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli, il ritmo dell’uomo e delle stagioni;
il bimbo ristette, lo sguardo era triste, i suoi occhi guardavano cose mai viste, e poi disse al vecchio con voce sognante , mi piaccion le fiabe, raccontane altre…..”
(Libero adattamento della canzone “Il vecchio e il bambino” di Francesco Guccini- 1972.)
SE NON VOGLIAMO CHE IL NOSTRO MARE DIVENTI UN LONTANO RICORDO, RICORDIAMOCI DEL 17 APRILE.