Non c’è in ballo solo l’abrogazione dello sfruttamento a vita dei giacimenti ma è in ballo l’intera politica energetica dell’Italia. Il referendum del 17 Aprile prossimo potrebbe essere lo spartiacque di una politica energetica che grazie agli ultimi provvedimenti governativi (il famigerato “Sblocca Italia” su tutti) è tornata indietro di almeno 50 anni rispetto a tutto il resto del mondo.

E’ impossibile che un Paese civile nel 2016 continui ad indicare come strategico il settore dei combustibili fossili mentre potrebbe rendersi energeticamente sostenibile ed indipendente semplicemente disinvestendo e disincentivando gli idrocarburi e puntando, come i paesi più avanzati e meno forniti di risorse naturali di noi insegnano, allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Inutile che il nostro Paese faccia le passeggiate alle Conferenze Mondiali per il Clima e poi spinga per mantenere in piedi gli interessi dei grandi potentati economici legati agli idrocarburi a scapito della salute e delle tasche dei cittadini. Bisogna svoltare, a parità di investimenti fra fonti fossili e fonti rinnovabili aumenterebbe il lavoro e al contempo diminuirebbe l’impatto ambientale. In questa chiave di lettura il Referendum non è solo un SI o un No ad un pezzo di un decreto ma un segnale vero e proprio che i cittadini italiani devono lanciare al Governo e agli speculatori: bisogna cambiare le politiche energetiche, bisogna aumentare la quantità di energia da fonti rinnovabili, bisogna supportare politiche internazionali che mirino al disincentivo in tutti i Paesi. Il Partito dei Verdi di Rossano sostiene convintamente le ragioni del Referendum e invita i cittadini a recarsi alle urne in maniera compatta per la tutela e la salute di tutti.

Ciccio Ratti Verdi Rossano