D’accordo col candidato a sindaco Mascaro:voliamo alto. La vera sfida:trovare soluzioni e risposte per la città
Dichiarazione di Achiropita Titti Scorza
Mi dispiace continuare a constatare che l’argomento principale della dialettica politica rossanese sia “chi è con chi” chi si candida con chi. Quasi a voler sottolineare che la vicinanza politica o personale rispetto all’una o all’altra candidatura possa essere una garanzia di qualità politico amministrativa. Che piaccia o meno non è così.

La politica è un’idea, e quindi un’attività di come, attraverso l’impegno personale, si debbano pensare e garantire le migliori soluzioni per tutta la cittadinanza. Perché se tutto ciò non fosse chiaro il giorno dopo la vittoria, l’amministrazione avrà un solo compito: lavorare per la città tutta, e non solo per quella parte della città che l’avrà votata.
 
Sono d’accordo con Stefano MASCARO, il mio e il nostro candidato a sindaco, di “volare alto” nel senso di proporsi come una classe dirigente credibile per Rossano, ognuna con il suo bagaglio personale e/o professionale di competenze.
Ma accanto a questa sfida ce n’è un’altra, forse più difficile da realizzare, ma non meno avvincente.
La vera sfida, che insieme a tanti altri giovani, perché mi sento ovviamente più sensibile alle loro istanze e alle loro necessità  – che trasversalmente ci esprimono la loro vicinanza – sarà quella di rimboccarsi le maniche e lavorare per soluzioni che diano risposte a tutta la cittadinanza.
Sul versante più prettamente amministrativo, a partire dalla difficilissima situazione finanziaria in cui versa il Comune di Rossano.
Sul versante dei diritti, con l’impegno assoluto a tutelare i presidi sanitari di Rossano e Corigliano – a maggior ragione in vista della fusione che vedrà sempre più in sinergia il nostro territorio – secondo una migliore razionalità, mantendendoli però entrambi, realizzando in un’ottica di razionalità ed efficienza il polo chirurgico a Rossano e quello medico a Corigliano, in attesa che la Regione risolva la questione dell’ospedale del Sibaritide dopo il caso Technis.
Sul versante economico, affrontando i problemi del commercio locale con il dialogo costruttivo con tutti coloro che seppur con grandi difficoltà mantengono un’offerta commerciale e imprenditoriale degna di una città come Rossano.
Sul versante delle opportunità, con la creazione di un’offerta turistica unica in Calabria, d’estate attraverso il prolungamento del lungomare più bello e più lungo d’Europa offrendo servizi di qualità, permettendo alle attività costiere di restare aperte fino a tutto settembre; e nelle altre stagioni valorizzando i percorsi collinari e montani attraverso la promozione e  tutela delle nostre eccellenze storiche, agricole e paesaggistiche.
Per concludere, non ho alcuna intenzione di cadere nel trabocchetto della vecchia politica.
Comoda per alcuni, ma non per me.
Le responsabilità di come male sia stata amministrata la nostra città sono sotto gli occhi di tutti.
Ed è questa la prima – e direi unica – responsabilità di un amministratore, quella di trovare le migliori soluzioni per il bene comune. Con idee nuove, sacrificio e credibilità.
Il resto, con rispetto parlando, sono chiacchiere da bar che lascio dove trovo.
#Avanticosì
A chi a vario titolo sui giornali locali associa la mia persona all’una o all’altra corrente del PD – da ultimo accostando la mia persona a Zona Dem – rivolgo un invito, che mi contattino personalmente prima di scrivere e diffondere notizie errate.
Per due ordini di motivi, il primo perché sono e resto una militante e dirigente del PD, non essendomi mai appassionata al gioco delle correnti poiché non credo sia un’attività utile a nessuno, se non a creare confusione ad arte; il secondo perché, com’è noto, alcuni miei compagni di partito pensano che sia possibile stare nel PD quando fa comodo e uscirne invece quando non conviene più.
Ciò è disonorevole, per il PD, per i suoi elettori e per la dignità politica di chi non possiede né la forza né la voglia di condurre le battaglie personali e valoriali all’interno del partito in cui milita.
Almeno che ci fosse il coraggio di ammettere e dichiarare con onestà di porsi fuori dal PD. Senza psicodrammi. Con la dovuta coerenza, nei propri confronti e nei confronti degli elettori che si pretende di rappresentare.