Occorre uno studio geologico particolareggiato.
Mentre la campagna elettorale procede tra alti e bassi, nessuno finora ha parlato dell’argomento che più sta a cuore a tutta la politica, ma che nessun politico dichiara agli elettori, preferendo parlare di tribunale, ospedale e quant’altro, e in questo non dicendo la verità agli elettori. IL PSA, il nuovo piano regolatore per lo sviluppo della città.

I cittadini non sanno che la giunta in carica nell’amministrazione Antoniotti, dopo un lungo lavoro iniziato anche dall’amministrazione Filareto, aveva predisposto un primo piano di sviluppo associato, il cosiddetto PSA, che stabilisce le regole di sviluppo urbano del nostro territorio e modifica il PRG, stabilendo quali aree potranno essere edificate e quali no. Il PSA, si rifà ad un altro piano il PAI, il piano di assetto idrogeologico, redatto dalla Regione Calabria sotto il coordinamento di uno dei candidati in lizza , il dott. Tonino Caracciolo. Ebbene questo lavoro che dovrebbe garantire la sicurezza della città di Rossano dai rischi di alluvione e preservare le aree a rischio dalla cementificazione, invece ha clamorosamente fallito, perché quest’estate proprio una delle aree che il PAI dichiarava non a rischio è stata invece alluvionata con gravi danni per molti cittadini. Il Territorio rossanese, infatti, è attraversato da numerosi torrenti, ognuno dei quali secondo la legge nazionale e quella regionale, meriterebbe una fascia di rispetto di almeno 150 metri, come misura preventiva. Invece il PAI ignora completamente questa norma e ha inserito alcune aree a rischio blando solo nella zone già urbanizzata di via Margherita, ed un’altra vicino contrada Momena, ma tutte le aree pianeggianti al di sotto della ferrovia attraversate da numerosi torrenti, vengono dichiarate non a rischio. Il PSA, che si richiama al PAi, nella parte generale richiama la norma di rispetto dai corsi d’acqua, ma nella parte dove consente le licenze edilizie queste norme di salvaguardia vengono completamente bypassate, come avviene pure nel PAI, che nella relazione generale individua molte zone a rischio in tutta Rossano Scalo e nelle contrade Amica,Galderate,S.Angelo,Momena, Zolfara e Fossa, ma nella cartografia poi se ne dimentica. Non vorremmo pensare che vi siano state indicazioni da parte degli uffici tecnici comunali per togliere dal rischio alluvione molte aree, o pressioni sia sull’autorità- di bacino che ha redatto il PAI, sia sul gruppo di tecnici che ha redatto il PSA: ma chi volesse appurarlo può consultare le schede redatte dagli uffici tecnici. Sta di fatto, comunque, che le aree alluvionate da entrambi gli strumenti sono dichiarate non a rischio. Quindi in buona sostanza possiamo dire che la città di Rossano oggi ha degli strumenti urbanistici che non tutelano al meglio i cittadini o chi voglia costruire dal rischio idrogeologico, perché mancano le fasce di rispetto dai torrenti e non ci sono studi specifici che giustifichino tali scelte. Per questo motivo noi siamo convinti che sia necessario ed urgente un nuovo piano di studio geologico che affronti seriamente il rischio idraulico e individui meglio le aree a rischio mettendole sulla cartografia cioè sui documenti tecnici del comune. Se questa operazione non verrà condotta il PSA ,come il PAi, e chi lo firmerà si assumerà la responsabilità di mettere a rischio futuro migliaia di persone che potenzialmente già ora sono esposte a rischio idrogeologico, proprio per la particolare conformazione del territorio di Rossano. In altre parole noi pensiamo che la tutela dei rischi naturali vada affrontata con una mentalità nuova, anche perché la città di Rossano, specie in direzione di Corigliano ha molti terreni che possono essere utilizzati per nuove aree edilizie , o turistiche, senza bisogno di andare a costruire ai margini dei corsi d’acqua, o facendo carte false per dichiarare non a rischio zone che invece sono a rischio. Purtroppo noi pensiamo che le strutture tecniche che hanno partecipato alla redazione del PAI e del PSA, e che hanno consentito di “ammorbidire” le classi di rischio potenziali attraverso scorciatoie tecniche, siano in qualche maniera responsabili di omissioni e prima o poi qualcuno per questo dovrà essere chiamato a rispondere del suo operato. Quindi noi riteniamo che sia urgente porre la questione di una revisione completa del PSA sulla base di uno studio di pericolosità idrogeologica dei torrenti che attraversano la città di Rossano. In mancanza di questo occorre ripristinare le fasce di rispetto di almeno 150 metri dai torrenti, altrimenti si correrebbero nuovi rischi se le aree ai margini venissero nuovamente urbanizzate, come pure ancora sta avvenendo. E dunque noi ci rivolgiamo a tutti i candidati in lizza perché operino per il bene della città, dimenticando vecchie logiche che potrebbero esporre altre aree urbane di nuova edificazione ad ulteriori rischi.
PROF. FABIO MENIN gia pres. WWF CALABRIA