Mi fa piacere che il consigliere Mascaro, direttamente chiamato in causa con la sua lista, dichiari di non avere intenzioni speculative sul nuovo piano regolatore di Rossano il PSA. Noi da fonti bene informate abbiamo notizie diverse, ma, se il consigliere Mascaro, a nome della sua lista, dichiara che in base al PSA l’intenzione di praticare l’opzione volumi zero per alcuni anni, ne prendiamo atto con piacere.

Il punto da me sollevato però non è esattamente questo: noi abbiamo sostenuto che ci sia l’intenzione di intervenire sul PSA per aumentare le aree edificabili, in maniera consistente. Questo è ciò che abbiamo detto, e nella smentita del dott., Mascaro su questo punto non dà una risposta precisa, ma semplicemente si preferisce sottolineare l’esigenza di piani di recupero e di riuso dell’edificato esistente, cosa senz’altro auspicabile, ma non si dice nulla a proposito di molte aree che ancora non sono state definite se resteranno agricole o ci sia l’intenzione di cambiarne la natura, magari approfittando della prospettiva di fusione con Corigliano.
In ogni caso io sono il primo ad essere felice se l’intervento del dott. Mascaro significa che prende impegno pubblico a non ampliare le aree edificabili nel PSA senza una logica complessiva che sia di sviluppo turistico per esempio, o quant’altro. Rossano ha bisogno di una politica di conservazione del suolo , che ancora non è stata mai né pensata , né attuata, come invece avviene in altre aree del paese. Quindi prendiamo atto con piacere e speriamo che seguano i fatti che la lista Mascaro dichiara pubblicamente che non si intende ampliare le aree edificabili nel PSA. Staremo a vedere.
In merito invece alla questione della difesa idrogeologica, il dott. Mascaro evita di ammettere esplicitamente che gli attuali strumenti siano assolutamente inadeguati per la difesa del nostro territorio, come l’alluvione di questa estate ha dimostrato, quando aree considerate non a rischio sono state invase dalle acque. E allora la lista Mascaro è per una revisione del PSA con l’applicazione delle distanze di 150 metri dai torrenti oppure no? Non basta dire genericamente che vogliamo difendere il territorio, ma dobbiamo precisare quali misure concrete occorrano, e su questo punto la risposta del capolista mi sembra vaga e generica. E purtroppo sia nel PAI, sia nel PSA, LE AREE cHE ANDREBBERO Tenute lontane da ogni edificazione, invece vengono inopinatamente accluse tra le aree non a rischio, quindi suscettibili di modificazione nella destinazione urbanistica. Questo è uscito dagli incontri del PSA a cui anche il dott. Mascaro ha partecipato: le aree a ridosso dei torrenti sono state considerate non a rischio! La mia non è una polemica personale o particolare verso una lista in competizione: come ho precisato sono in molti ad aspirare a mettere le mani sul nuovo PSA, non solo la lista Mascaro. la mia è una preoccupazione per il futuro della città che non ha più bisogno di cementificazione selvaggia, ma necessita di idee come potrebbe essere uno sviluppo turistico, una zona artigianale meglio definita, un piano commerciale e quant’altro ma non una proliferazione urbanistica senza alcun senso e senza alcun criterio. E in ogni caso, noi abbiamo chiesto che in maniera prioritaria sia approntato un nuovo piano di difesa idrogeologica per la città, che sia cogente per il PSA, visto che quelli che finora sono stati redatti hanno fatto fiasco di fronte alla prova dei fatti.
Quanto ai toni che abbiamo usato, si tratta di argomenti concreti, forse ci siamo lasciati prendere dalla passione, ma sempre per il fine di difendere la nostra città.
Prof. FABIO MENIN