Quattro anni fa , colloquiando con Flavio Stasi, ben prima che costituisse il suo movimento “terra e popolo” col quale si è reso protagonista di alcune encomiabili battaglie civili per la città e il territorio, lui mi parlava del suo progetto di impegnarsi nella politica comunale. Io gli esprimevo le mie perplessità sulle reali possibilità di modificare il voto dei rossanesi che è orientato sì a destra, ma soprattutto è condizionato da lobby di potere che controllano i cosiddetti “ pacchetti di voti” e da personaggi inseriti nelle istituzioni che condizionano il voto dei cittadini in qualche misura.

Devo invece riconoscere che aveva ragione lui, i rossanesi anche se hanno votato per le liste di Mascaro e Rapani( ma anche di Caputo,Antoniotti , per Caracciolo va fatto un discorso a parte), riempite di candidati portatori di pacchetti di voti e di candidati portatori di voti di famiglia( poco rappresentativi politicamente), però hanno utilizzato il voto disgiunto non semplicemente per protestare, come ritengono diversi commentatori, ma per cambiare, perché stanchi della vecchia politica. Ed hanno premiato due giovani, Stasi ed Acri( in misura minore) che sono espressione pura di questa volontà di cambiamento. Queste due liste che hanno obiettivi simili , messe insieme fanno 5.5oo voti esattamente un quarto dell’elettorato, che sarebbe la prima forza politica . I giovani rossanesi , gli universitari, ma anche quelli che hanno studiato meno, hanno guidato questa piccola rivoluzione che si è verificata nelle urne, e i due rimasti in lizza Mascaro e Rapani lo sanno ed ora cercano di accaparrarsi il loro voto con proposte di vario genere che non colgono l’essenza del voto giovanile: la volontà di cambiare registro nella politica locale. Chi va avanti coi “pacchetti di voti” non può, a mio avviso, rappresentare questa volontà di cambiamento ed i giovani lo sanno perfettamente, La scelta tra i due avverrà sulla base di considerazioni strettamente personali che attengono al giudizio sulle due persone e sul carattere che esse esprimono e si orienterà sulla base del cosiddetto”male minore”. L’uomo che viene giudicato da questi elettori meno ostico, meno individualista, più disposto ad ascoltare gli altri sarà premiato. Questa è la scelta che avverrà il 19 giugno. Io personalmente non mi riconosco in nessuno dei due candidati, questo però, come ho già detto, non significa che se chiunque di loro sarà sindaco vorrà una volta eletto fare cose utili al progresso della città , ciò mi impedirà di aiutare per quel poco che posso offrire in termini di difesa dell’ambiente e di miglioramento del turismo e dell’agricoltura che sono i due settori che possono portare più lavoro per tutti in città. All’Enel , personalmente, per ora credo poco, perché per riutilizzare quel sito a favore della città di Rossano occorre una sinergia di intenti tra comune, Regione, Enel e governo che solo un governo molto forte è in grado di realizzare, e il governo che uscirà dalle urne non è politicamente forte perché il sindaco , chiunque esso sia, se gode dell’appoggio solo delle proprie liste ha molti meno voti personali e dunque è molto debole. Stessa cosa dicasi per la fusione tra Rossano e Corigliano, ottima idea, ma realizzabile da sindaci che durano almeno due legislature, quindi da persone politicamente forti. La morale quindi è questa: la prossima è un’amministrazione di passaggio che penso avrà vita non lunga, anche perché si troverà un’opposizione molto forte in consiglio comunale che terrà gli occhi bene aperti su tutto quello che il governo della città deciderà. La stessa cosa avverrebbe anche nell’ipotesi di accordi sottobanco tra vari personaggi a favore dell’uno o dell’altro. Una volta al governo la divisione che si è manifestata in questa campagna elettorale con ben sette candidati a sindaco si espliciterà in una serie di contrasti che renderanno più breve , purtroppo, la vita dell’amministrazione. Questa è una delle voci più diffuse nella gente e nei giovani stessi, moltissimi rossanesi la pensano così. Vedremo, non bisogna comunque disperare , nella vita c’è sempre tempo per cambiare, anche se il buongiorno si vede dal mattino. A Flavio Stasi, da semplice cittadino, elettore dei cinquestelle( perché credo in questo movimento nazionale, ma partecipo alle riunioni del cosiddetto Meetup a Rossano), mi permetto di offrire un modestissimo suggerimento: preparati ad entrare nelle istituzioni e lavora per tempo per circondarti di una squadra di persone che abbiano le tue stesse idee , ma che siano competenti nei vari campi e settori nei quali la città avrebbe bisogno di un cambiamento. Ci sono tra i giovani persone che hanno studiato e che sono in grado di affiancare l’azione politica che giustamente Stasi saprà, io credo, coordinare. Questo, per esempio avviene nel movimento cinquestelle a Rossano, ove le decisioni vengono sempre discusse da un nutrito gruppo di militanti e anche da persone che hanno diverse competenze in vari campi. L’errore di questo movimento, forse, è stato quello di farsi conoscere poco in città, ma rimedieremo. Non commetta Stasi l’errore di credere in un uomo solo al comando. Caputo, che l’ha pensata così, ed ha avuto l’appoggio del 70% dell’elettorato rossanese, ha sì governato facendo qualcosa di utile, ma molto meno di quello che un governo bene attrezzato avrebbe potuto e saputo fare, sia a Rossano, sia alla regione Calabria, ed ora ne paga le conseguenze ( insieme alla città che, però, è in grande sofferenza) . Un’altra cosa: la partecipazione giovanile al voto del 5 giugno a Rossano è non solo spia, ma anche essa stessa veicolo di una presa di coscienza dell’elettorato o di una parte di esso, perché molti giovani che hanno voluto votare per un cambiamento sono determinati in questa idea nuova a perseguire su questa strada. Non era vero quindi quello che dicevano molti rossanesi che i giovani avrebbero seguito le indicazioni delle famiglie d’origine. Non è stato così, Rossano vuole cambiare, quindi è già cambiata.
prof. Fabio Menin