Intervento integrale del Sindaco Stefano MASCARO
«L’elezione dei Sindaci e dei Consigli Comunali, scaturisce da un sistema che in circostanze particolari privilegia la governabilità rispetto alla rappresentanza. Ma la democrazia richiede che, in ogni caso, la volontà popolare sia sovrana ed il consenso attorno alle scelte che si compiono sia sempre il più ampio possibile. Perciò, archiviato il dato elettorale numerico, chi assume la responsabilità di governo ha un dovere ineludibile: pensare al bene della Città intera, di tutti i cittadini, nessuno escluso. Nessuno può essere lasciato indietro.

Allora, adoperando un termine a me caro per formazione politica e culturale, occorre recuperare il senso della comunità per come la intendeva Don Sturzo. Il Sindaco ha il dovere ed il bisogno insopprimibile di stare tra la gente, interpretarne gli umori, capirne i bisogni e cercare di soddisfarli, ma solo quando quei bisogni, anche di uno solo, assumono una valenza generale e collettiva e, cioè, quando dietro a quei bisogni si nascondono diritti negati. Altrimenti si è di fronte ai privilegi per i potenti ed ai favori per i deboli, costretti a chiedere invece di rivendicare. È qui che sta la sottile linea di confine tra il comportamento populista e l’essere autenticamente popolare: il primo “cattura” il consenso con metodi discutibili, il secondo lo acquisisce in maniera consapevole e trasparente. In mezzo, nel rapporto tra popolo e potere in senso buono (ed è tale quello che fonda sull’etica della responsabilità), ci sono le istituzioni democratiche, le organizzazioni politiche e sociali, i c.d. corpi intermedi: ciascuna di queste istanze sarà tenuta in debito conto e considerazione come momento di confronto e mediazione. Tocca partire da qui, dal Consiglio Comunale, dalla massima espressione della rappresentanza cittadina, dal luogo in cui siedono le persone scelte da altre persone col suffragio elettorale. Ciascuno di noi, qui, deve avvertire il peso di questa responsabilità, nella consapevolezza che unica è la finalità assegnataci: il perseguimento del bene comune. Ecco perché fatta salva la dialettica politica, la diversità di vedute, la lotta che ognuno farà per far prevalere le proprie tesi, il mio appello va a voi consiglieri tutti (confesso che da questa postazione ho difficoltà a considerarvi di maggioranza e minoranza e ancor di più di opposizione, termine che suppone un pre-giudizio) il mio appello – dicevo – è quello di compiere il massimo sforzo per trovare alla fine ed ove possibile, le ragioni di un’intesa se non di unità, almeno sulle scelte di fondo, quelle che contano per la città e per i cittadini. Non possiamo nasconderci i problemi e le difficoltà che abbiamo di fronte.A noi è dato di vivere questo tempo e non altro (A.Moro). Facciamolo in modo che questa assemblea, secondo la nobile tradizione di Rossano, sia e si rafforzi come luogo di confronto civile e democratico e rifiuti la tentazione di divenire palestra di inconcludenti scontri polemici e verbali. Non tradiamo il compito assegnatoci ed onoriamo invece il privilegio concessoci. Le scelte fatte prima delle elezioni, con una oggettiva eccessiva proposizione di candidature a Sindaco, ci consegnano oggi un Consiglio Comunale con i gruppi vincenti numericamente forti e caratterizzati da una presenza ampiamente rinnovata; ed i gruppi in rappresentanza delle liste che non hanno prevalso, che possono vantare presenze qualificatissime per competenza ed esperienza. Tre ex Sindaci (CAPUTO, ANTONIOTTI, CARACCIOLO) un amministratore di lungo corso (RAPANI) un esordiente come STASI, ma con tante battaglie politiche e sociali che gli hanno fatto acquisire il consenso che tutti sappiamo. Ecco, questo non può essere un problema. Deve essere, per come è, una risorsa. Vi chiedo di dare il contributo che sapete dare, e che non è irrilevante. So che dovrò meritarlo, che molto dipenderà dal mio comportamento, dalla capacità di ascolto, dalla coerenza degli atti, dalla trasparenza che saprò imprimere alla mia azione. Io per parte mia mi impegno a tenere sempre il contegno dell’onestà intellettuale e ad usare il linguaggio della verità: verrò qui a dirvi sempre le cose come stanno effettivamente, le proposte da mettere sul tavolo, ma non esiterò a palesare le difficoltà di ogni tipo che dovessi incontrare e non vi risparmierò le richieste di aiuto. I giorni successivi all’elezione sono stati molto intensi: per impegni che ti fanno inorgoglire, come le cerimonie per il ritorno del Codex, per cui ringrazio il nostro Arcivescovo al quale va il saluto di tutto il Consiglio Comunale, per far fronte alle emergenze dell’approvvigionamento idrico, della pulizia e per operare una ricognizione in tutti i settori della vita amministrativa del Comune. La seduta di stasera è dedicata agli adempimenti di rito. Tra questi la comunicazione della squadra di Governo, ancora non completa proprio perché mi sono concesso un supplemento di riflessione sulle richieste più efficaci ed efficienti da dare ai tanti problemi della città, nel contesto presente ed in base alle prerogative che la legge mi conferisce. Il tutto nell’interesse esclusivo della città. Credo giusto sospendere ogni valutazione e giudizio fino al momento del completamento del percorso. Avremo da subito altre occasioni più concrete di incontro, cui riservare il dibattito che si conviene. Queste le poche cose che sentivo di dirvi, stasera, senza infingimenti e con sincerità. Mi consentirete adesso, un momento tutto personale: voglio ringraziare in particolare la mia famiglia, mia moglie e i miei figli, mia madre e mio fratello, che con il loro appoggio ed incoraggiamento mi hanno consentito di imbarcarmi in questa avventura e, spero, continueranno a sostenermi durante la traversata, che io so e loro sanno non sarà per niente semplice. E chiedo loro scusa per le mie mancanze già consumate e perquelle che andrò a consumare per svolgere il mio compito. Infine un ricordo per mio padre, Giuseppe MASCARO, anche lui sindaco di questa città, da cui ho imparato ad amarla e di conseguenza a spendermi per servirla. Sono sicuro che da lassù mi sta guardando con orgoglio e soddisfazione, e con il proposito di vegliare su di me. So che lo sentirò sempre vicino, come in questo momento. A me il compito di non deluderlo. Grazie a tutti.»