Dunque, la città condominiale non è più un’utopia. Lo dice, nell’indifferenza di molti, il decreto-legge detto Sblocca Italia, che nel suo testo include un articolo che potrebbe aprire enormi spazi allo sviluppo di comunità volontarie, città private e, insomma, a forme innovative di produzione e gestione di attività di largo interesse.

In effetti, per molti servizi pubblici (strade locali, gestione dei parchi, polizia, spazi sportivi o culturali, ecc.) oggi di norma dipendiamo da enti di Stato: dobbiamo accettare, ad esempio, quanto è fornito in maniera monopolistica dalla nostra amministrazione comunale. Per questa ragione, nonostante una fiscalità sempre più onerosa e aggressiva, il servizio è spesso pessimo.
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