Abbiamo letto con attenzione i vari comunicati stampa, usciti in questi giorni, con oggetto il tema “accoglienza”. Abbiamo, con preoccupazione, letto l’anomala associazione d’idea (confuse) tra “accoglienza” e “malaffare”. Se il problema dev’essere quello di garantire che nessuno lucri sulle disgrazie di persone disperate, siamo pronti ad un confronto ed alla massima vigilanza. Se, però, si ha intenzione di speculare su “presunzioni di fatti” solo per dire un “no allo straniero” allora crediamo vadano chiarite alcune cose.

In primo luogo vorremmo ricordare che l’accoglienza, in Italia, dà lavoro a migliaia di persone – cittadini italiani, giusto per rassicurare il sig. Perri (Noi con Salvini) ed il suo guru (quello che un tempo ci chiamava “terroni” e cantava “Napoli colera” tanto per essere chiari) – e, con le dovute eccezioni, si tratta di eccellenze dal punto di vista organizzativo, medico e socio-assistenziale. Esistono le ruberie. Esiste chi fa affari con i trafficanti di esseri umani, ed i salviniani dovrebbero saperlo bene viste le loro esperienze con i diamanti della Tanzania ben trattati dall’on. Belsito, ma sono una minoranza nel vasto mondo del terzo settore. E, laddove si verifichino cose poco chiare anche nella concessione di appalti, li invitiamo a fare quello che abbiamo fatto a Corigliano: formale esposto davanti ai Carabinieri.

Per rispondere alle obiezioni dell’assessore De Simone e del consigliere Caracciolo, che entrano in maniera più precisa nella questione ed in particolare pongono sia il problema dell’intervento di un privato nella possibile apertura di un centro d’accoglienza all’interno del Centro Storico sia, appunto, sull’accoglienza stessa all’interno dei centri storici, vanno chiarite alcune cose.

Anche in questo caso siamo d’accordo sulla massima trasparenza nella concessione di appalti, di servizi e di affidi: tutto va fatto secondo la legge e tutto deve essere affidato a strutture capaci, professionali ed efficienti. Si dovrebbe prestare attenzione alle capacità economiche di chi partecipa perché, sempre, si lavora con l’anticipo di cassa. Dovrebbe prevalere il profilo dell’offerta professionale rispetto alla gara al ribasso. Gare d’appalto con tali caratteristiche impedirebbero ad avventurieri e speculatori di approfittare di questa tragedia. Quello su cui non concordiamo è la raffigurazione che si dà dell’accoglienza come incongrua con i centri storici. Dare questo giudizio significa non conoscere tutto ciò che opera in Calabria in questo settore, significa non avere chiara la materia. Il modello d’accoglienza per eccellenza, quello di Riace, ha portato la rivista Fortune (robetta letta in tutto il mondo da milioni di persone) ad inserire Mimmo Lucano, sindaco del piccolo centro della Locride, tra i 50 personaggi più influenti al mondo. Un modello che si basa sul recupero del centro storico abbandonato e spopolato, sulla creazione di una rete di supporto e formazione, di progetti abitativi e di tanto altro. Il risultato è quello di creare, da un lato accoglienza ed integrazione, dall’altro lavoro e ripopolamento dei piccoli centri. Soprattutto sul ripopolamento i nostri amministratori dovrebbero riflettere: aumentando gli abitanti, soprattutto minorenni, conseguentemente si ottengono i numeri per non perdere servizi per la collettività (scuole materne ed elementari ad esempio). Quindi fatichiamo a comprendere la teoria secondo cui questo tipo d’accoglienza non sarebbe possibile a Rossano o in centri di eguali dimensioni.

Se poi la questione diventa, come prosaicamente dichiara sempre il movimento “Noi con Salvini”, semplicemente “non vogliamo i clandestini”…beh allora chiederemmo chiarimenti all’intera Amministrazione rossanese. Più volte e davanti alle telecamere il Sindaco di Rossano e l’assessore ai servizi sociali hanno parlato di sinergia e collaborazione nell’affrontare l’emergenza migranti ed in particolare la gestione dei minori non accompagnati. Ed allora cosa pensa il Sindaco su questa materia? Crede, come lui stesso ha affermato, che bisogna ragionare collettivamente perché, altrimenti, si rischia d’andare a fondo? Ovvero si trattava solo di affermazioni buone per far bella figura davanti alla stampa? Sulla questione “prima gli italiani” diciamo solo che i salviniani partono dall’assioma “prima i padani”…il resto sono chiacchiere che vengono buone per “padroni piemontesi” tanto per citare Pino Aprile.

Infine, visto che De Simone ha parlato per conto del movimento ideato dal consigliere Giuseppe Graziano, che non ha ritenuto opportuno in ben 60 giorni di tempo di dedicare un minuto ad una visita dei due centri che accolgono i minori a Corigliano (occasione propizia sarebbe la partita della solidarietà che si terrà domani a Schiavonea), ci chiediamo come, il consigliere, si pone rispetto ai due bandi che la Regione sta predisponendo e che hanno come oggetto proprio l’accoglienza dei minori non accompagnati?

Pensare che l’accoglienza sia solo un problema, ed in particolare un problema delle città portuali (da Corigliano a Crotone, da Reggio a Vibo) significa non voler comprendere la realtà e l’evoluzione della storia. Evitiamo di scendere in argomentazioni già fatte sulle cause che sottostanno ad essa però chiediamo, concretamente e non con frasi da “guerrillero padano”, che si abbia un atteggiamento realista sul modus con cui si affrontano le questioni. Non è nei nostri poteri modificare i flussi migratori, non è nei nostri poteri – né dei sindaci – decidere se un dato territorio può o non può accogliere, non è nella nostra disponibilità decidere se un porto può o non può essere sede di sbarchi. E’ nei nostri, come cittadini ed amministratori, prepararci con fatti ed azioni concrete ad affrontarla come una possibile opportunità.

Naturalmente a tutto ciò si dovrebbe aggiungere l’idea di città che abbiamo. E’ da tempo aperto il dibattito sull’eventuale nascita dell’Area Urbana, della città unica, dell’Area Vasta…ecco…rispetto a quell’idea che sottintende anche la comunione d’intendi e di problemi come vogliamo porci? Crediamo che vada bene dividere le opportunità ma considerare i problemi come cosa d’esclusiva pertinenza di Rossano e di Corigliano? La città unica, la cittadinanza unica, nasce anche attraverso processi di condivisione e di riflessione, attraverso la creazione di una coscienza di città e di cittadinanza complessiva che passa, necessariamente dal sostegno nelle difficoltà. Vogliamo credere, ma ne siamo certi, che Rossano, Corigliano e Cassano Allo Jonio e le loro Amministrazioni, siano pronte a questa condivisione.

 

 

Alberto Laise Sinistra Italiana Corigliano, assemblea provinciale Cosenza

Antonio Astorino Sinistra Italiana Rossano, assemblea provinciale Cosenza