Agosto è finito e i turisti, come al solito, sono per la maggior parte ripartiti. A giudicare dalle file che si formavano alle rotonde e nelle vie principali, sono stati meno dell’anno scorso, segno che la passata alluvione ha continuato a fare danni. Si potrebbe pensare, con spirito consolatorio, che la qualità dell’aria sia migliorata, ma, purtroppo, non è stato così.

Le oltre diecimila persone, turisti e non, che per tutta la sera e buona parte della notte impegnano il lungomare ed i suoi locali alla ricerca di una boccata d’aria pulita e iodata, sono stati gasati da una fila interminabile e continua di auto ferme che ogni tanto avanzavano a singhiozzo per pochi metri. La bolgia, il puzzo ed il rumore, erano indescrivibili, ma siamo sicuri che ognuno che l’ha sperimenatata se la ricorda. Alcuni, però, ci hanno fatto l’abitudine, oppure sottovalutano il pericolo, altrimenti non si spiegherebbe le tante carrozzine e passeggini che avanzano o sostano a pochissimi metri dalle auto, a livello quasi dei tubi di scappamento. I pericoli maggiori li corre comunque chi ci lavora. La sovraesposizione è massima, dato che i turni di lavoro di agosto, come si sa, sono estremamente lunghi. Che questa parte di lungomare sia stata progettata per i pedoni e i ciclisti lo testimonia l’unica asfittica corsia e la scarsità dei parcheggi. Nelle passate stagioni, seppur in maniera limitata a poche ore ed a pochi giorni, veniva chiusa al traffico veicolare la parte del lungomare che va verso il torrente Colagnati. Questa timida e salutare abitudine è stata abbandonata. Il Gruppo Rossano in Movimento, come (ne siamo certi) la maggior parte dei cittadini, ha atteso invano che un provvedimento venisse preso, pensando benevolo che il ritardo fosse dovuto alla vacatio di potere susseguita alle elezioni, ma, per come sono andate le cose, o è una presa di posizione ideologica a favore delle auto contro i pedoni, oppure più semplicemente chi doveva attuarlo ha pensato di essere soprattutto lui in vacanza e quindi di non fare niente.