Consiglio Comunale, quello di mercoledì 7 settembre, tra spunti interessanti e solite note stonate. Volevamo questo consiglio ad hoc già da molte settimane come da nostra richiesta ed è arrivato quando la situazione si è resa insopportabile a causa della “portata” imminente di circa 200 CLANDESTINI. Qualcuno dei presenti al consiglio comunale, non lo ammetterà mai –

incalza il coordinatore cittadino di Salvini, Egidio Perri -, ma lo pensano tutti, che seppur con qualche sfaccettatura, quello che si sta concretizzando in questi giorni, è l’amplificazione della nostra battaglia. Questa, iniziata otto mesi fa da quando il Movimento Nazionale NcS è a Rossano, è quella contro la falsa accoglienza dei CLANDESTINI. Adesso i tempi sono diventati maturi perché è sorto il problema di averci sbattuto non solo il muso ma, tutta la faccia. Siamo in prima linea, da gennaio, CONTRO l’invasione dei CLANDESTINI e se dimenticano volontariamente di citarci, poco importa. Noi non ne facciamo una battaglia di elogi, cimeli e chiacchiere, ma andiamo diritti alle questioni, senza timori e li portiamo all’attenzione di tutti facendo e contribuendo il più possibile alla risoluzione. Agli altri lasciamo l’apparenza, a NOI la sostanza. Le sfaccettature in consiglio, da far rabbrividire, non sono certo mancate. E diventa sempre meno “accettabile” condividere la politica dei clandestini facendo soprattutto moralismo sulla morte dei bambini. Ma la sinistra di Renzi e dei suoi surrogati, ci ha purtroppo abituati a farsi notare con tale pubblicità, usando davvero ogni mezzuccio scellerato, pur di dare seguito e giustificazione “al mercato della tratta degli schiavi in chiave moderna” – come mi piace definirlo -. Lo spettacolo più squalificante del consiglio comunale, con tanto di applauso conclusivo da parte della maggioranza e del Presidente del Consiglio Rosellina Madeo, ha interessato l’intervento del delegato Regione Calabria per l’Immigrazione, Giovanni Manoccio. I nostri applausi invece, all’indirizzo dell’impegno del Sindaco Mascaro e quelli da noi rivolti al Consigliere e Sindaco uscente Giuseppe Antoniotti per quanto fatto in passato a proposito, per gli attacchi ricevuti e per il discorso impeccabile fatto in consiglio sotto tutti i punti di vista, sono stati ogni volta redarguiti e taciuti dallo stesso Presidente del Consiglio. Dicevo del delegato Manoccio, accolto come un salvatore della patria, di chissà quale patria clandestina – aggiungerei -. Un finto moralista e finto buonista non certo di primo pelo che invece, ha posto la questione clandestina, proponendola come chissà quale affare, ma come l’asti Cinzano, per molti ma non per tutti. Tale Manoccio, chi non lo conoscesse, anche quest’anno ha voluto usare come filo conduttore della serata al Festival delle Migrazioni, ad Acquaformosa, la forzata ironia nei confronti del leader nazionale Matteo Salvini, il tutto “condito” nella solita salsa che richiama l’irresponsabile modello dell’accoglienza e dell’integrazione a “tutti i costi”, cosi come comandano le più alte istituzioni europee. Dunque, con l’intenzione di promuovere il solito modello che mira a favorire “l’invasione” della nostra nazione. Chiaramente dietro questo “Fanatismo dell’accoglienza” uno degli attori principali è proprio Manoccio, dopo essere stato per 10 anni sindaco, e vicesindaco in carica, mentre i suoi cittadini scappano in cerca di lavoro, da anni Manoccio tenta di ripopolare il suo paese con immigrati più pronti dal punto di vista dell’incremento delle natalità e meno ingombranti dal punto di vista della tutela dei diritti. Dunque i giovani di Acquaformosa vengono rimpiazzati sistematicamente da baldi giovani di colore, rigorosamente vestiti alla moda e con cellulari di ultima generazione, che bivaccano per il paese. Gli stessi sono poi gestiti, da un’associazione ” Don Vincenzo Matrangolo”. A tal proposito vogliamo rivolgere al “Vicesindaco di Acquaformosa nonché delegato regionale all’accoglienza” Manoccio, alcune domande: E’ vero che sua Moglie lavora o collabora, sempre assumendo ruoli diversi, nella medesima associazione? E’ vero che il presidente dell’associazione in questione è fratello di un suo ex assessore? E’ vero che la moglie dell’attuale sindaco anche lui Pd è socia e con ruoli che cambia spesso? E’ vero che il negozio di generi alimentari della moglie di un assessore in carica, fornisce i prodotti anche ai rifugiati ospiti dell’associazione “Don Vincenzo Matragolo”? In definitiva, è vero che a lavorare nell’associazione sono amici e parenti di tutti i membri della maggioranza? Non sappiamo se avremo mai una risposta a tali domande, di solito chi tace acconsente, quel che è certo è che il tutto si fa per una integrazione accogliente, ma soprattutto “conveniente”.

Egidio Perri, Coordinatore Cittadino Noi Con Salvini Rossano;
Direttivo Cittadino Noi Con Salvini Rossano.